lunedì 10 novembre 2008

ARTI MARZIALI: La storia

Una delle mie principali passioni, cui ho dedicato molti anni, sia dal punto di vista dello studio che della pratica sono le Arti Marziali.
Ho praticato il JUDO raggiungendo la cintura nera e l'insegnamento e il KUNG FU WU SHU insieme al TAI CHI CHUAN raggiungendo il 6° livello ed anche qui l'insegnamento.
Ma una parte fondamentale della pratica delle Arti Marziali è anche lo studio, la teoria e la storia delle stesse.
Molto frequentemente noto errori e gravi omissioni riguardanti le Arti Marziali e posso anche vantarmi di aver corretto, alcuni anni fà, il famoso dizionario Devoto-Oli che era incorso in un grave errore relativo alla definizione di Kung Fu.
Inizierò quindi questa serie di articoli per dare chiarezza sulle origini e in merito a cosa sono le Arti Marziali.

STORIA DELLE ARTI MARZIALI

Le origini delle Arti Marziali sono in Cina, nell'epoca del mitico Imperatore Giallo Huang Ti (immagine a lato), nel terzo millennio avanti cristo, dove esisteva una forma di lotta a mani nude denominata Chiao-ti.
Notizie storiche sulla pratica delle Arti Marziali giungono anche dal periodo della dinastia Chou (11° e 3° secolo a.c.).
Lo stesso Confucio (vissuto tra il 6° e 5° secolo a.c.) invitava a praticare le arti marziali.
Nel periodo della dinastia Chou visse anche Sun Tzu, il più famoso teorico cinese dell'arte bellica, i cui suggerimenti sono anche da applicare al combattimento singolo.
Giungiamo al periodo della dinastia Han (206-220 a.c.), durante il quale il combattimento a mani nude divenne assai popolare e si chiamava Chi Ch'iao (abilità e talento) oppure Shou Po (mano che colpisce a pugno).


Un periodo importante delle arti marziali in cui gesta eroiche e coraggiose di molti guerrieri fu dal 220 al 280 d.c. in questo periodo vi fù un enorme sviluppo del combattimento sia a mani nude che con le armi. Uno dei più popolari fù Kuan Yu (immagine a destra), il quale durante la dinastia Ming fù addirittura divinizzato e considerato Dio della Guerra, inimitabile nell'arte dell'alabarda che da allora si chiama Kuan Tao ed è una delle armi fondamentali dello Shaolin.
Durante gli ultimi anni della dinastia Han visse anche un famoso medico taoista Hua To (immagine a sinistra), che creò una serie di esercizi ginnici basata sugli atteggiamenti tipici di cinque animali: la tigre, la scimmia, l'orso, il cervo e la gru. Queste tecniche influenzarono le ricerche dei maestri di arti marziali che si ispirarono spesso al modo di combattere degli animali.
Durante il periodo che và dal 280 al 316 d.c. vi fù un grande risveglio di fervore religioso e il Buddismo si diffuse in modo straordinario in tutta la cina dove nacquero numerosi templi e monasteri. Uno di questi era lo Shaolin Szu (monastero della giovane foresta) che fu eretto nel 5° secolo d.c. sulle pendici del monte Sung, nella provincia dello Honan.
Verso il 520 arrivò al tempio Shaolin, proveniente dall'india o forse dalla persia, il monaco Bodhidarma (immagine a sinistra), conosciuto anche come Ta Mo (cinese),28° patriarca del Buddismo e fondatore della scuola Ch'an (che significa meditazione).
Il buddismo Ch'an (Zen in giapponese) ha avuto un enorme influenza sia sulle arti marziali cinesi che su quelle giapponesi. Difatti lo Shaolin Ch'uan nasce e si sviluppa in un tempio Ch'an e lo Zen diventerà la religione-filosofia dei samurai giapponesi.
Bodhidarma insegnò una serie di esercizi fisici e di respirazione destinati a ridar vigore e a facilitare il conseguimento dell'unità di spirito e corpo.
Tali esercizi derivanti da tecniche Yoga furono descritti in due trattati: I Chin Ching e Hsi Sui Ching, a Bodhidarma furono anche attribuiti una serie di esercizi denominati Sho Pa Lo Han Shou ossia le 18 mani dei discepoli di Buddha, questi esercizi erano vere e proprie tecniche di combattimento a mani nude e furono considerati il nucleo originale delle tecniche di Shaolin.
Durante il sesto secolo quindi, i monaci del tempio Shaolin iniziarono a praticare insieme allo Yoga anche le arti marziali e il secolo successivo godevano già la fama di essere invincibili. Lunghi anni di addestramento, isolati dal mondo, trasformarono i monaci in formidabili combattenti e la loro superiorità non era solamente fisica, ma grazie al buddismo Ch'an, anche spirituale e mentale.
Durante la dinastia T'ang (618-907) vi fù un enorme crescita tecnica e di popolarità, grazie al contributo alle lotte di conquista, da parte dei monaci, che si univano alle autorità per sconfiggere i nemici. Durante questo periodo vennero create le prime forme morbide denominate Mien Ch'uan (pugno di cotone) e Jou Ch'uan (pugilato morbido), che daranno origine agli stili interni.
Nel periodo della dinastia Sung (960-1279) ci fù un perido di fioritura culturale, in cui persino l'imperatore Chao K'uang Yin (soprannominato T'ai Tzu, immagine a lato) divenne un famoso maestro e creò lo stile T'ai Tzu Ch'ang Ch'uan (boxe lunga di T'ai Tzu), e tale nome è stato anche utilizzato anticamente per indicare il Tai Chi Ch'uan.
Un altro grande maestro fù il generale Yueh Fei (1103-1142, immagine a destra) grande esperto del combattimento e tutt'ora ricordato come uno dei più fulgidi eroi cinesi. Egli mise a punto, per i suoi soldati, i tradizionali otto esercizi di ginnastica (Pa Tuan Chin) ancora oggi eseguiti da tutti i praticanti. Creò anche lo stile Yueh Chia Ch'uan caratterizzato da posizioni piccole e tecniche potenti e veloci, mise anche a punto uno dei più celebri stili interni, che modificato nel corso dei secoli divenne lo Hsing-i Ch'uan.
Durante la dinastia Yuan (1279-1368) visse Chang San Feng (immagine a sinistra), un famoso monaco che fondò il Tai Chi Ch'uan o pugilato del polo supremo, il più famoso degli stili interni, caratterizzato da tecniche morbide, movimenti fluidi, continui e circolari, l'esercizio fondamentale viene eseguito in totale decontrazione e molto lentamente per imparare a far fluire nel corpo l'energia interna.
Nel secolo sedicesimo il monaco Chueh Yuan riordino lo Shaolin in 72 tecniche fondamentali, ma poco soddisfatto vagò per la Cina alla ricerca dei migliori maestri. Durante i suoi viaggi incontrò un vecchio di nome Li Sou che lo stupì per l'efficacia della sua boxe e lo presentò ad un grande maestro di nome Pai Yu Feng.
Insieme nel tempio di Shaolin misero a punto un nuovo sistema suddiviso in 170 tecniche e 5 esercizi: il Wu Hsing Ch'uan o Pugilato delle 5 forme che si basava sugli atteggiamenti di 5 animali: la tigre, il drago, la gru, il serpente e il leopardo.
Purtroppo non tutte queste forme sono giunte fino a noi, lo Shaolin è oggi prevalentemente uno stile della tigre con vari elementi presi dagli altri animali. Gli esercizi del Drago hanno dato origine al Lung Ch'uan praticato sia a nord che al sud della cina. Gli esercizi della gru hanno dato origine a due stili lo Ho Ch'uan praticato al nord e il Pai Ho Ch'uan praticato al sud.
Nel 16° secolo vissero altri famosi maestri che contribuirono al perfezionamento dello Shaolin, tra questi ricordiamo Ch'eng Chung Tou e il generale Ch'i Chi Kuang.
Durante la dinastia Ming lo Shaolin venne esportato nell'isola di Okinawa dando così origine al Karate, originariamente la parola giapponese Karate veniva scritta con due ideogrammi che significavano mano (te) di T'ang (Kara) ossia in pratica "mano cinese". Solo recentemente i giapponesi hanno sostituito l'ideogramma Kara (T'ang) con un altro che si pronuncia allo stesso modo, ma che significa vuoto. Da qui la traduzione di Karate in "mano vuota".
Nel 1640 durante una rivolta vi fù un cambio di dinastia al vertice della Cina e si instaurò la dinastia manciù Ch'ing (1644-1911), tale cambio sollevò numerosi focolai di rivolta e resistenza creando una guerra interna. Nel 1659 un maestro di Shaolin Ch'en Yuan Pin venne inviato in Giappone, sembra per sollecitare un aiuto contro i manciù. I Giapponesi non vollero imbarcarsi in quell'avventura e declinarono l'invito, ma alcuni Samurai scoprirono che Ch'en era un formidabile guerriero e lo pregarono di insegnare le tecniche di Shaolin, lui rimase fino alla sua morte nel 1670 ed i suoi insegnamenti contribuirono in modo decisivo allo sviluppo del Ju Jitsu.
Durante la rivolta contro i manciù il tempio di Shaolin fù distrutto varie volte e la leggenda narra che solo 5 monaci si salvarono e diedero origine in seguito alle 5 scuole fondamentali dello Shaolin del sud: Hung Chia Ch'uan, Liu Chia Ch'uan, Ts'ai Chia Ch'uan, Li Chia Ch'uan e Mo Chia Ch'uan.
In questo periodo iniziano ad evidenziarsi le differenze tra lo stile del sud, che utilizzano pochi calci, posizioni più piccole e tecniche corte e poco vigorose, a differenza dello stile del nord che utilizza molto i calci con tecnica e posizioni più ampie e potenti.
Nei secoli seguenti la diffusione e la divisione degli stili si fece sempre più grande in tutta la Cina ed influenzò anche gli stati vicini come potete vedere dalla tabella.
Dallo Shaolin classico della cina del nord derivano non solo tutti gli stili di Kung Fu, ma anche, direttamente o indirettamente, quasi tutte le arti marziali asiatiche, dal Karate al Kobudo, dal Ju Jitsu al Kendo, dal Vietvodao al Tae Kwon Do e così via.
Lo studio storico è importante per apprendere le arti marziali, perchè ci si potrà rendere conto che tutte le tecniche e le strategie valide di combattimento, reinventate nelle varie arti marziali, già esistevano in forma estremamente raffinata nello Shaolin Ch'uan.
Purtroppo questa parte, necessaria e inevitabile è stata particolarmente lunga in quanto sì è dovuto racchiudere in poche righe una sostanziale porzione di storia della Cina, nel prossimo articolo vedremo i significati e il pensiero delle arti marziali.
alla prossima...


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