martedì 25 luglio 2017

DINASTIA SAVOIA: CARLO GIOVANNI AMEDEO DI SAVOIA



Carlo Giovanni Amedeo di Savoia (Torino, 23 giugno 1488Moncalieri, 16 aprile 1496) fu un fanciullo che ereditò brevemente i titoli di Duca di Savoia, Principe di Piemonte e Conte d'Aosta, Moriana e Nizza dal 1490 al 1496. Fu anche Re Titolare di Cipro e Gerusalemme. Nella numerazione dinastica il piccolo Carlo Giovanni Amedeo viene indicato a volte come Carlo II titolo generalmente però riservato al suo successore e cugino Carlo II di Savoia.
Biografia
Figlio di Carlo I, quinto Duca di Savoia, e di Bianca di Monferrato, nacque in Torino il 23 giugno 1488.
Era ancora in fasce quando succedette al padre; ciò che spinse i congiunti, conte di Bressa ed i suoi fratelli il conte del Genevese e l'arcivescovo di Auch, a riaccendere la guerra civile.
Dopo gravi sedizioni, convocati gli Stati Generali, fu convenuto dar la reggenza alla madre Bianca di Monferrato, donna di animo virile. Ma si sollevarono contro lo Stato dei Savoia Ludovico II di Saluzzo e il signore di Racconigi che chiese aiuto a Lodovico Sforza, duca di Milano. Questi si mosse e impose la restituzione dei beni ai marchesi di Saluzzo e ai signori di Racconigi e di Cardeto.
Anche la nuova elezione del vescovo di Ginevra fomentò discordie e sollevò le armi.
Intanto la sventura colpiva il giovinetto duca che nel castello di Moncalieri, il 16 aprile 1496, morì cadendo dal proprio letto e fu sepolto nella Chiesa Collegiata di Santa Maria della Scala.
Il fatto che non avesse mai potuto esercitare direttamente il potere di Duca di Savoia viene da molti ritenuto motivo di non poter associare al suo nome ducale l'attributo di "secondo", che spetta a colui che in molti testi viene erroneamente indicato come Carlo III. Sotto la reggenza di Bianca di Monferrato, la Corte di Savoia pose sua stabile residenza per la prima volta in Torino che restò successivamente la sede ambita dei Sovrani del Piemonte.

lunedì 24 luglio 2017

RISOTTO CON PORRI E SALSICCIA



RISOTTO CON PORRI E SALSICCIA


Ingredienti
250 gr di riso, 
2 porri, 
2 salsicce fresche, 
cipolla, 
vino rosso, 
sale, 
pepe, 
brodo delicato. 

Come ingredienti di classe si potrebbero utilizzare la Salsiccia di Bra e il Porro di Cervere.


Preparazione
Soffriggere la cipolla ed il porro tagliato a rondelle. Lasciar cucinare il porro per una decina di minuti aggiungendo del brodo caldo. Quando il porro è abbastanza cotto aggiungere la salsiccia privata della pelle e schiacciata con forchetta. Sfumare con il vino rosso. Quando la salsiccia è ben dorata, aggiungere il riso, farlo tostare e quindi proseguire la cottura aggiungendo del brodo caldo per circa 20 minuti, fino a quando il riso non sarà giunto a cottura. Procedere quindi alla mantecatura con burro e formaggio parmigiano grattugiato.





Variante piccante

Mondare e tagliare a rondelle i porri e farli appassire in olio extravergine d’oliva. Aggiungere la salsiccia sminuzzata e il peperoncino. Versare mezzo bicchiere di vino bianco e alzare la fiamma per far evaporare l’alcol. Quindi abbassare nuovamente il fuoco e regolare di sale e di pepe.
Far tostare il riso nella salsa di porri e salsicce. Aggiungere due mestoli di brodo e, quando sarà stato assorbito dal riso, aggiungerne di volta in volta altro fino a portare a cottura completa il risotto. A cottura ultimata del risotto spegnere la fiamma e far riposare per un paio di minuti.
Servire con una spolverare di parmigiano e pecorino grattugiato e terminare dando una punta di colore con il prezzemolo tritato e, per gli amanti della paprica, un po’ di rosso non guasterà.

domenica 23 luglio 2017

RAGU' ALLA SALSICCIA DI BRA



La Salsiccia di Bra è un prodotto tradizionale della salumeria braidese.
In Piemonte la produzione di salciccia - o salsiccia secondo la dizione popolare che si rifà al dialetto - è assai variegata a seconda delle tradizioni e delle abitudini alimentari locali.

Una delle più pregiate e singolari è quella di Bra, preparata con carni magre di bovino e pancetta di suino.
Un tempo veniva preparata solo con carne bovina, poichè nel vicino comune di Cherasco esisteva un importante comunità ebraica, che si approvvigionava presso il mercato braidese ed esigeva insaccati senza carne suina. Questa tradizione pare sia stata ufficializzata da un Regio Decreto, emanato a seguito dello Statuto Albertino, che autorizzava i macellai di Bra a utilizzare carne bovina nella preparazione della salciccia fresca, unico caso in Italia, proibendo all'epoca la produzione di salsiccce bovine in tutto il territorio.

INGREDIENTI:
500gr di salsiccia di Bra
400gr di passa di pomodoro
1 cipolla di Tropea
1/2 carota
1/2 gambo di sedano
1/2 bicchiere di vino rosso (Barbera)
Triplo concentrato di pomodoro
Olio
Sale
Pepe

PREPARAZIONE:

Sarebbe preferibile l'utilizzo di una pentola tipo sughiera, io utilizzo quella della Ballerini perchè perfetta come dimensioni e utilizzo.




Versare 3 cucchiai di olio e fare scaldare.
Tritare finimente la cipolla, la carota e il sedano.
Metteteli nella pentola con l'olio caldo e lasciate rosolare per 5 minuti.
Intanto preparate la salsiccia battendola col coltello per separare i pezzi, se trovate la pasta dal macellaio è meglio altrimenti dovrete aprire la pelle ed eliminarla.
Mettete la salsiccia nella pentola e lasciate rosolare 5 minuti mescolando sovente.



Aggiungete il vino e cuocete per circa 10 minuti.
 
















Aggiungete il concentrato di pomodoro (un cucchiaio) sale e pepe, mescolate bene.
Aggiungete la passata di pomodoro e lasciate cuocere per circa 3 ore mescolando ogni tanto. Se si asciuga aggiungete acqua.


















Alla fine dovrà risultare un ragù non acquoso, ma nemmeno troppo asciutto: regolare di sale e pepe (se necessario) e spegnere.
Unire un filo d’olio a crudo e mescolare.
Mettere il coperchio e far riposare 15 minuti a fuoco spento.

Ottimo per preparare una lasagna dal gusto eccezionale o sulla pasta tipo tagliatelle o pappardelle.

RISOTTO AL CASTELMAGNO CON SALSA AL VINO ROSSO





Ingredienti per 4 persone:
320 g di riso (carnaroli o arborio)
1 l di brodo delicato
30 g di cipolla
1 bicchiere di vino bianco secco
60 g di formaggio Castelmagno  
100 g di burro  
Sale e pepe

Per 1 dl di salsa al vino rosso
2 scalogni,
4 dl di vino rosso,
1 dl di fondo bruno
20 g di burro
Sale e pepe.

Preparazione

in una casseruola preparate un fondo di burro, olio e cipolla tritata, lasciate imbiondire quest’ultima, quindi versate il riso.
Lasciatelo tostare per un paio di minuti continuando a mescolare con un mestolo di legno, versate poi il vino, lasciate evaporare e cominciate a versare il brodo caldo poco per volta continuando a mescolare.
Portate a cottura aggiungendo poco alla volta il brodo; nei minuti finali regolate di sale e pepe, quindi quando il riso sarà cotto “al dente”, spegnete il fornello e aggiungete burro e Castelmagno mescolando energicamente.
Questa fase, detta della mantecatura, fa si che il riso appaia delicatamente cremoso.
Per la salsa fate soffriggere lo scalogno con poco burro, bagnate con il vino rosso, lasciate evaporare quasi completamente, quindi aggiungete il fondo bruno, lasciate ridurre ancora per un minuto infine levate dal fuoco, filtrate ed emulsionate con una frusta il restante burro. 



Variante salsa al vino rosso
Per fare la salsa al vino rosso basta mettere un bel bicchiere di vino rosso corposo in un pentolino con un cucchiaio di zucchero.
Una volta ridotto del 50 per cento aggiungere una punta di farina, senza glutine se se si e’ celiaci e mescolare bene in modo che la farina rapprenda bene.