domenica 30 novembre 2008

FILOSOFIA: spiegata con le barzellette

Logica deduttiva

Il ragionamento logico deduttivo parte dal generale per giungere al particolare.
Facciamo un esempio: "Tutti gli uomini sono mortali; Claudio Bisio è un uomo; quindi Claudio Bisio è mortale".
Però è facile sbagliare, soprattutto se partiamo da una premessa sbagliata, come nell'esempio che segue:
Un vecchio cowboy entra in un bar e ordina da bere.
Mentre se ne stà seduto a sorseggiare il suo whisky, gli si siede accanto una giovane donna che si volta verso di lui e gli chiede: "Lei è un vero cowboy ?".
Il cowboy risponde:" be', ho passato tutta la vita in un ranch, radunando cavalli, riparando staccionate e marchiando bestiame. Penso proprio di essere un cowboy".
La giovane donna dice:"Io sono una lesbica. Passo tutta la giornata a pensare alle donne. Appena mi alzo al mattino penso alle donne. Quando mi faccio la doccia o guardo la televisione, sembra che tutto mi faccia pensare alle donne".
Passano una decina di minuti e una coppia si siede accanto al vecchio cowboy.
Gli chiedono:"Lei è un vero cowboy ?".
Il vecchio cowboy risponde:" Ho sempre pensato di esserlo, ma ho appena scoperto che sono una lesbica".

Qui il cowboy ha fatto un errore importante, ha omesso nel suo ragionamento un passaggio importante, le sue similitudini erano esatte quando il suo ragionamento lo ha portato a pensare di essere un cowboy, ma quando ha paragonato il suo ragionamento con quello della donna ha dimenticato un fattore importante: che lui non è una donna.

sabato 29 novembre 2008

TEMI IPHONE

Oggi inauguro la nuova sezione relativa ai temi dell'iPhone.
Una raccolta che poco per volta verrà ampliata, troverete temi vari, raccolti in giro per il Web, oppure creati da me, già modificati e sistemati.
Inoltre ci saranno anche vari temi per la batteria, per lo slider e altro.
Ecco alcuni esempi dei temi che potete trovare:














Per accedere è sufficente cliccare sul pulsante blu sopra il mio profilo, denominato Temi iPhone.

venerdì 28 novembre 2008

DINASTIA SAVOIA: da AMEDEO I a AMEDEO IV

Alla morte di Umberto I gli successe suo figlio Amedeo I, primogenito dei suoi 4 figli.
Amedeo I seppe opporsi con coraggio alle pretese imperiali e fù soprannominato La Coda perchè osò presentarsi a Verona all'imperatore Enrico III con un seguito di armati. Purtroppo il suo regno ebbe vita breve in quanto morì nel 1051.

Il suo successore fù Oddone, in quanto gli altri due fratelli Burcardo ed Aimone divennero vescovi di Aosta e Sion.
L'importanza di Oddone gli arriva dalla moglie, Adelaide di Susa, Contessa di Torino.

Il matrimonio di Oddone con Adelaide ampliò notevolmente i possedimenti dei Savoia, che inglobarono il Marchesato di Torino, le Contee di Alba, Asti, Albenga e Ventimiglia.
Ebbero cinque figli Pietro, Amedeo, Oddone, Berta e Adelaide. Oddone regno dal 1051 al 1057, in seguito chi resse il regno fù Adelaide che per 31 anni dimostrò grandi capacità diplomatiche e di comando. Riuscì a combinare eccellenti matrimoni per i suoi figli, Berta sposò Enrico IV figlio dell'imperatore Enrico III, Adelaide sposò Rodolfo Duca di Svevia, Pietro sposò Agnese d'Aquitania. Nel 1077 fù la protagonista degli episodi di Canossa, rendendosi disponibile alle trattative tra suo genero l'imperatore Enrico IV e il Papa Gregorio VII, rappresentato da Matilde di Canossa cugina di Adelaide. Purtroppo i suoi figli scomparvero tutti giovani, e lei cercò un erede per il regno, fece sposare al figlia di Pietro al Conte Federico di Montbéliard, che però morì nel 1091.
Rimase il piccolo Umberto II(1065-1103), figlio di Amedeo, che però perse parte dei territori alla morte di Adelaide, in quanto le contese sul Marchesato di Torino divennero oggetto di scontro tra il figlio di Federico di Montbéliard, Bonifacio del Vasto figlio della sorella di Adelaide e i figli di Enrico IV, il risultato fù lo smembramento del marchesato torinese. Ad Umberto II rimasero la Savoia, Susa e la val di Susa, il Moncenisio e Rivoli, sposò Gisla, figlia del Conte Guglielmo I di Borgogna ed ebbe 7 figli:
Amedeo, Guglielmo (vescovo di Liegi), Rinaldo, Umberto, Adelaide che sposò Luigi VI Re di Francia, Guido, Agnese che sposò Arcimbaldo VI signore di Borbone.
Quando nel 1103 morì gli successe Amedeo III detto il Crociato (1087-1148).
Deve il suo soprannome alla partecipazione alle guerre in terrasanta, sotto Papa Callisto II che era un lontano parente. Salito al trono in giovane età ebbe numerosi problemi a causa dei tentativi dei vicini di conquistare il suo regno, fù il primo ad assumere il titolo di Conte di Savoia e adottò il simbolo della croce bianca in campo rosso che ancora oggi simboleggia i Savoia. Durante la sua partecipazione alla II crociata fece pessime figure, fondò l'Abbazia di Altacomba (immagine a sinistra), per anni luogo di sepoltura dei Savoia. Ebbe due matrimoni, il primo con Adelaide con la quale non ebbe figli, poi con Matilde d'Albon dove nacquero 10 figli: Alice che sposò Umberto III di Beaujeu, Mafalda che sposò Alfonso I Re di Portogallo, Agnese che sposò Guglielmo I conte di Ginevra, Umberto, Pietro, Guglielmo, Margherita, Isabella e Giuliana.
Morì nel 1148 a Nicosia sull'isola di Cipro.
Il suo successore fù Umberto III il beato(1136-1189), il suo soprannome è dovuto alla beatificazione da parte di Gregorio XVI nel 1838.
Visse dei momenti difficili dovuti a vari tentativi di conquista da parte dei Marchesati di Torino, di Saluzzo e del Monferrato, inoltre Federico Barbarossa transitò più volte per le sue valli con l'enorme esercito di cui disponeva. Nonostante tutto riusci a mantenere i suoi possedimenti, si sposò 4 volte: con Faidiva di Tolosa, con Gertrude di Lorena, con Clementina di Zahringen e con Beatrice di Macon.
In totale ebbe 5 figli, tre da Clementina: Sofia che sposò Azzo VI d'Este, Alice e Eleonora che sposò Bonifacio I del Monferrato; altri due da Beatrice: Tommaso e una figlia morta a sette anni.
Morì dopo 40 anni di regno nel 1189.
Il successore fù Tommaso I Conte di Savoia, Conte di Moriana e d'Aosta (1178-1233). Ereditò il regno alla giovane età di 11 anni, e ben presto seppe far valere i suoi diritti liberandosi dalla tutela del Marchese di Monferrato BonifacioI. L'opera di Tommaso I fù di ricucire i dissidi precedenti di suo padre, ottenendo terre e riconoscimenti dall'imperatore e muovendo importanti contratti matrimoniali per i suoi figli, il regno si ampliò con la valle di Susa, Giaveno e Rivalta e Moudon, capitale di Vaud. Il suo matrimonio con Beatrice di Ginevra gli procurò 14 figli: Amedeo, Umberto, Tommaso, Aimone, Guglielmo (vescovo di Valence), Amedeo (vescovo della Moriana), Pietro (Conte di Richmond), Filippo (arcivescovo di Lione), Bonifacio (arcivescovo di Canterbury), Beatrice che sposò Ramon Berenguer IV conte di Provenza (madre di quattro regine), Alasia, Agata, Margherita, Avita.
Alla sua morte il successore Amedeo IV di Savoia (1197-1254) si trovò a dover lottare contro i propri fratelli che pretendevano terre e domini, ma grazie ad aiuti esterni riuscì a sconfiggerli e a governare con i fratelli rimasti, e in particolare Tommaso.
Abile politico riuscì a rimanere amico sia del pontefice che dell'imperatore nonostante tra loro ci fosse forte disaccordo.
La sua fedeltà all'imperatore Federico II gli fruttò altri possedimenti quali il Chiablese, Rivoli, il territorio di Cumiana e il castello di Bard.
Si sposò due volte, la prima fù Anna di Borgogna dalla quale ebbe due figlie: Beatrice che sposò Manfredo III Marchese di Saluzzo e Margherita che sposò BonifacioII Marchese del Monferrato; la seconda mogli fù Cecilia di Baux dalla quale ebbe 4 figli: Bonifacio, Beatrice che sposò Pierre de Chalon signore di Chatelbelin, Eleonora e Constance. Amedeo IV morì nel 1254 a Monmeliano e fù sepolto ad Altacomba.

alla prossima...

giovedì 27 novembre 2008

JACK VANCE: LE OPERE 3

In questo capitolo dedicato a Jack Vance vediamo due capolavori dell'autore:

  • Il ciclo dei Principi Demoni
  • Il ciclo di Lyonesse
IL CICLO DEI PRINCIPI DEMONI

Il ciclo dei Principi Demoni è uno dei massimi capolavori di Jack Vance, questa saga galattica fonde i migliori elementi della space opera con la suspence dei più avvincenti romanzi polizieschi e aggiunge il colorito esotismo del bizzarro universo futuro di Jack Vance.
In una galassia conquistata dall'uomo, in una caleidoscopica moltitudine di mondi e popolazione che è un eufemismo definirli strani, si muove Kirth Gersen, un eroe monomaniaco che ha dedicato la sua vita alla vendetta, giurando a se stesso di uccidere i cinque più terribili criminali dell'universo, i cosidetti "Principi Demoni": cinque schiavisti che hanno barbaramente trucidato tutti i suoi familiari e parenti nello storico massacro di Mount Pleasant. Addestrato alla perfezione, abilissimo nel corpo a corpo e in tutte le tecniche di combattimento, freddo e spietato, Kirth Gersen insegue le sue vittime designate, quasi sempre nascoste sotto false spoglie, nei luoghi più strani dell'Oikumene, l'insieme dei mondi civilizzati, e sui pianeti del Dilà, la regione dove non esiste legge e dove regna il crimine. E così, in un'eccezzionale carrellata di mondi e società, dal cupo e roccioso mondo di Smade, al centralissimo Alphanor, al leggendario e cavalleresco Thamber, al sinistro Sarcovy, il pianeta degli avvelenatori, al favoloso mondo delle driadi, fino alla vecchia Terra, Vance dà sfogo alla sua ineguagliabile immaginazione in una saga tra le più classiche e al contempo originali di tutta la fantascienza.
L'opera è suddivisa in cinque libri, ogni libro parla dell'uccisione di uno dei Principi Demoni:
Nel primo libro Il Re Stellare (The Star King, 1964) Gersen si vendica di Attel Malagate, un essere alieno definito Re Stellare, che ha preso sembianze umane. Il secondo libro La Macchina per uccidere (The Killing Machine, 1967) si occupa di Kokor Hekkus, la cui passione è inventare e costruire ordigni mostruosi che incutono terrore alla gente. Nel terzo libro Il palazzo dell'Amore (The Palace of Love, 1967) incontrerà Viole Falushe, un personaggio elegante, lussuoso, pomposo e sfarzoso che lo porterà fino al suo Palazzo dell'Amore. Il quarto libro La Faccia (The Face, 1979) avremo l'incontro con Lens Larque, il più brutale, sadico e vendicativo dei cinque. Nell'ultimo libro Il Libro dei sogni (The Book of Dream, 1981) troveremo il più particolare dei 5 Principi, Howard Alan Treesong, un personaggio folle ed ambiguo.

IL CICLO DI LYONESSE

Con il ciclo di Lyonesse si entra nel mondo Fantasy, la storia è ambientata moltissimi anni fà, nella terra di Lyonesse e delle Elder Isles, un gruppo di isole situate in corrispondenza dell'odierno golfo di Biscaglia, tra la Spagna e la Francia. Prima di essere sommerse per sempre dalle acque dell'oceano Atlantico queste isole erano la dimora di fate e principesse, di troll e valorosi cavalieri, di vecchie maghe e di malvagi furfanti, ricche di palazzi dall'architettura fine e delicata e di magnifici giardini, scenari di intrighi misteriosi e terribili incantesimi.
In queste terre viveva la principessa Suldrun, figlia di Re Casmir e della Regina Sollace d'Aquitania, una principessa bellissima ma triste e solitaria in un mondo crudele e violento. In questo universo fantastico si evolvono varie vicende, con la Maga Desmei e lo Stregone Tamurello, la giovane e affascinante Glyneth e l'enigmatico Shimrod, Ailas di Troicinet e la giovane principessina Madouc.
La storia è articolata su 3 romanzi:
  • Lyonesse, 1983
  • La Perla Verde, 1985
  • Lyonesse:Madouc, 1990
Si tratta di una vera e propria galleria di bellissime figure, un mondo incredibile e fantastico, con una trama ricca e scorrevole, con un continuo susseguirsi di colpi di scena, di intricati eventi e dettagli, e un continuo entrare in scena di nuovi personaggi.








LA TERRA DI ERN

In ultima battuta vi voglio presentare una raccolta di tredici racconti che vi porteranno nello stravagante universo futuro di Vance.
Qui vi saranno descritti strani e bizzarri mondi, come ad esempio: un mondo antico e desolato dove vive un alieno telepatico in grado di materializzare interi pianeti coi propri poteri mentali, oppure il pianeta Chandaria ove l'investigatore privato Magnus Ridolph si recherà a ricercare le causa di una strana truffa ai danni di un produttore di sardine in scatola, oppure andremo al castello d'If misterioso luogo che promette avventure e novità in un mondo futuro di prosperità economica dove la noia è regola di vita, oppure il mondo allucinato di un immortale che cerca invano un disperato suicido.
Ecco l'elenco dei racconti:
  1. The world thinker, 1945
  2. The sub standard sardines, 1949
  3. Chateau d'If, 1950
  4. Dead ahead, 1950
  5. Brain of the galaxy, 1951
  6. The ten books, 1951
  7. The masquerade on Dicantropus, 1951
  8. Sabotage on a sulfur planet, 1952
  9. Where Hesperus fall, 1956
  10. Green magic, 1963
  11. The narrow land, 1967
  12. Assault on a city, 1970
  13. The 17 virgins, 1974

alla prossima...


martedì 25 novembre 2008

LE ARTI MARZIALI: Il pensiero (parte seconda)

Approfondiamo il pensiero delle Arti Marziali in relazione con le religioni cinesi.

IL CONFUCIANESIMO

Confucio visse tra il 6° e il 5° secolo a.c., era un educatore e maestro e desiderava che i suoi discepoli diventassero uomini completi, utili alla società e allo stato.
La sua dottrina era una personale interpretazione del pensiero degli antichi saggi, e per raggiungere il perfezionamento morale era necessaria l'acquisizione di una virtù fondamentale chiamata Jen.
Lo Jen sarebbe l'umanità o sensibilità umana e le seguenti massime di Confucio la illustrano molto bene:
"Jen consiste nell'amare gli altri"
"Non fare agli altri ciò che non desideri sia fatto a te"
"Fai agli altri ciò che desideri sia fatto a te".
Un altro concetto base del Confucianesimo è il Li, che indica l'insieme delle relazione fra gli uomini con i seguenti doveri: amore dei genitori verso i figli, pietà dei figli per i genitori, amore tra fratelli, rispetto dei subordinati verso i superiori e così via.
Li è anche la cortesia, l'educazione e il rispetto sociale.
Quindi possiamo interpretare il Li come l'espressione di uno stato d'animo interiore, ovvero l'espressione esterna di Jen.
Quando a Confucio veniva chiesto come comportarsi egli rispondeva:"Facendo procedere le nostre azione da Jen e regolandole con Li".
Altro aspetto fondamentale è Hsiao, che è una virtù morale e sociale.
Un altra virtù fondamentale è I che è la rettitudine e consiste nella disposizione morale a fare del bene.
Coltivando sè stesso in base a questi principi l'uomo diventa un saggio, ed ecco quindi che arriviamo ad uno dei più importanti detti di Confucio:"L'uomo saggio è sempre felice, l'uomo dappoco è sempre triste".
Confucio sosteneva che era necessario coltivare sia la mente che il corpo, egli stesso oltre a praticare le arti marziali era insegnante di tiro con l'arco e l'equitazione.
Difatti i rituali che vengono ancora adesso utilizzati nelle scuole di arti marziali sono parte degli insegnamenti di Confucio, i rituali sono: la cerimonia del saluto, le relazioni tra maestro e allievi, il rispetto dei gradi, la cortesia, l'adorazione per gli antichi capiscuola, il sentimento di riverenza per il maestro etc.
Tutto questo non è pura esteriorità, ma la manifestazione genuina di uno stato d'animo interiore, che porta al desiderio di apprendere da un maestro amato e rispettato per gli allievi, e il maestro che diventa come un padre che li guida lungo la via della tecnica e della saggezza.
Difatti un maestro di arti marziali viene chiamato in cinese Shih Fu che significa maestro e padre.
Senza il loro millenario rituale le arti marziali perdono il loro spirito più autentico e si trasformano in attività violente e poco educative o, nella migliore delle ipotesi, in semplici sport.

IL TAOISMO

L'idea fondamentale del Taoismo consiste nell'identificazione con la natura e con la sua Via.
Secondo i taoisti ciò che provviene dall'uomo è l'origine della sofferenza, ciò che provviene dalla natura è invece fonte di felicità.
Un personaggio fondamentale del TaoismoLao Tzu, vissuto all'incirca all'epoca di Confucio, in parte vero e in parte leggendario. Le sue idee sono raccolte in un libro, il Tao Te Ching (Libro della Via e della Virtù).
Il Tao significa la Via, ed è la fonte e il principio di tutto ciò che esiste, è insito nella natura e la regola. L'uomo può realizzarsi appieno solo quando si abbandona al Tao e si identifica con esso. Il Tao è "vuoto", ossia privo di caratteristiche che ci permetterebbero di definirlo. Pur essendo "vuoto" è tuttavia la fonte di tutto ed è la più utile di tutte le cose. Per fare un analogia possiamo dire che l'utilità di un vaso sta nella sua cavità ossia nella parte priva di materia:
"Perche ciò che è costituisce l'oggetto e ciò che non è (la parte vuota) costituisce la sua utilità".
Uno degli insegnamenti di Lao Tzu è quello della relatività degli opposti, dove tutti gli opposti quali: bene e male, torto e ragione, salute e malattia, luce e oscurità vanno accettai perchè sono inseparabili come Yin e Yang. Per vivere bene, gli opposti, vanno tenuti in un giusto equilibrio, non bisogna pertanto lottare contro le forze della natura, ma come il buon marinaio che non si oppone al vento e si lascia trasportare utilizzando la sua forza, noi dobbiamo lasciarci trasportare dagli eventi della natura e utilizzarli a nostro vantaggio. Le azioni forzate sono in disaccordo col Tao e se ogni cosa viene lasciata andare secondo la sua strada naturale vi sarà armonia nell'universo.
"Il Tao non fà nulla e tuttavia compie ogni cosa", questo è il principio di non azione e và interpretato come il seguire il corso della natura.
Il Taoismo ha influenzato in modo determinante le arti marziali, per il principio del Wu Wei le arti marziali non sono un'arte violenta, ma esclusivamente difensiva. Non bisogna infatti agire attaccando, ma semplicemente adattare la nostra azione a quella dell'avversario.
Lo stesso Lao Tzu dice:
"Un buon guerriero non è bellicoso"
"Un buon combattente non è collerico"
"Un buon vincitore non dà battaglia"
La morbidezza e la cedevolezza sono inoltre qualità essenziali nella pratica della arti marziali. Non bisogna infatti opporsi alla forza dell'avversario, ma bisogna utilizzare la sua forza per batterlo.
"Fra due combattenti vince colui che cede"
Tutti i principi del Tai Chi Ch'uan sono in perfetto accordo con gli insegnamenti del Taoismo, e le tecniche di respirazione, meditazione e circolazione del Ch'i hanno avuto un'importanza fondamentale nello sviluppo del Kung Fu Wu Shu.

IL BUDDISMO

Secondo la tradizione Buddha visse in India fra il 560 e il 480 a.c.
Il re Suddhodana cerca di proteggere il proprio figlio Gotama dalle brutture della vita, ma egli un giorno si reca nelle vie della propria città e vede la povertà, la vecchiaia, la malattia e la morte.
Profondamente colpito si ritira in meditazione e diventa asceta, dopo anni di disciplina e sforzi giunge ad una conclusione e diventa il Buddha ossia l'illuminato. Il suo messaggio fondamentale è contenuto nelle quattro Sante Verità:
1 La sofferenza esiste: nascita, vecchiaia, morte, tormento,tristezza, afflizione, strazio tutto è dolore.
2 Il dolore ha le sue cause che sono la sete di benessere, la sete di piaceri, la sete di esistenza.
3 La sofferenza può essere eliminata se ne eliminiamo le cause tramite il distacco totale e l'annientamento dei desideri.
4 Per eliminare le cause della sofferenza bisogna seguire l'ottuplice sentiero costituito da: fede pura, vita pura, propositi puri, linguaggio puro, azione pura, sforzo puro, memoria pura, concentrazione pura.

Il Buddismo viene importato in Cina da Bodhidarma, e influenzato da alcuni aspetti della filosofia Taoista diventa Buddismo Ch'an.
Chi pratica il Buddismo Ch'an deve educarsi a vedere direttamente dentro di sè ed a scoprire la natura intima della realtà, senza l'aiuto dell'intelletto, per arrivare a ciò sono indispensabili le pratiche della concentrazione e della meditazione.
Durante la meditazione bisogna fare il vuoto totale dentro di sè , bisogna far tacere la voce incessante della mente, bisogna abolire ogni pensiero, ogni emozione. Per riuscire in ciò si deve imparare a regolare la propria respirazione.
Scopo della meditazione è quello di consentire all'individuo di entrare a contatto, in maniera totale, con la realtà vera che lo circonda, avremo così l'illuminazione, il risveglio.
Le cose si vedono allora in maniera completamente diversa, superando qualsiasi rappresentazione mentale e non derivano assolutamente dal pensiero e dal ragionamento. Viene così insegnato a non preoccuparci del passato o del futuro, ma a dare la massima importanza al momento presente che è il solo in cui siamo veramente vivi. La mente diventa come uno specchio, è perfettamente lucida e riflette tutto quello che vi è intorno senza che pensieri e preoccupazioni possano infierire, si impara così ad essere dei testimoni o spettatori distaccati, il pericolo e la morte non fanno più paura, sono riflessi dallo specchio della mente.
Le condizioni di vita all'interno di un monastero (pasti frugali, dormire lo stretto necessario, lavoro, duro allenamento , sopportazione di caldo e freddo, disciplina severa, autocontrollo al dolore) sono l'ideale per raggiungere un simile livello di profondità spirituale, liberando la mente si arriva ad uno stato di ricettività totale che permette di agire istintivamente al minimo stimolo.
Se la mente è libera da ogni pensiero, priva di aggressività o paura, si possono percepire le intenzioni di un avversario ed agire di conseguenza. Il vuoto della mente ed il duro allenamento del corpo permettono di raggiungere l'unità di spirito e di corpo. Non essendoci più freno tra percezione e reazione, il tempo è il più breve possibile e la tecnica diventa perfetta. Difatti le tecniche perfette sono eseguite in maniera inconscia, senza necessità di pensarle prima di eseguirle, ma anzi prima eseguite e poi pensate.
Ricordiamo infine che per gli ideali pacifisti e di non violenza del Buddismo, in perfetta armonia con Confucianesimo e Taoismo, il fine pratico della arti marziali non è l'eliminazione dell'avversario, ma l'autodifesa e la protezione dei più deboli.

Abbiamo visto così come i pensieri religiosi appartenenti alla cultura cinese diventano un fondamento delle arti marziali e si aggiungono alle filosofie di Yin e Yang e dei Cinque Elementi.
Nessuno dei concetti espressi è indivisibile dalla filosofia delle arti marziali.

domenica 23 novembre 2008

GUIDA IPHONE: aggiornamento e sblocco versione 2.2

Aggiornamento versione software 2.2



Aggiornare il software alla versione 2.2 è molto semplice, aprite iTunes, collegate l'iPhone, cliccate sul tasto verifica aggiornamenti, e inizierà la procedura di scaricamento e aggiornamento del software.
C'e anche l'aggiornamento di iTunes alla versione 8.0.2.20, per eseguirla andate in alto dove c'è il punto interrogativo, si apre un menù a tendina, andate su verifica aggiornamenti, cliccate e vi dirà che c'è un aggiornamento disponibile, accettate, verrà scaricato e installato, dopodichè vi chiederà di riavviare il computer.










Vediamo quali sono i miglioramenti apportati al software:
Miglioramenti delle mappe:

  • Google street view
  • Indicazioni per i percorsi pedonali e dei trasporti pubblici
  • Visualizzazione dell'indirizzo dei segnaposti
  • Condivisione della posizione via e-mail
  • Diminuzione negli errori di configurazione delle chiamate e nel numero delle chiamate perse
  • Soluzione di problemi isolati con la pianificazione del recupero delle e-mail
  • Miglior formattazione delle e-mail HTML wide
  • Supporto per il download dei podcast in iTunes
  • Miglioramento delle prestazioni e della stabilità di Safari
  • Migliore qualità audio dei messaggi della segreteria visiva
  • Ritorno alla prima schermata Home premendo il tasto Home in qualsiasi schermata
  • Preferenza per attivare e disattivare la correzione automatica nelle impostazioni Tastiera
Fonte


Apportando l'aggiornamento del software si perderanno tutti i programmi scaricati da Cydia e Installer, e ovviamente anche il Jailbreak, ma il DewTeam, in tempo record, questa notte ha rilasciato lo sblocco tramite QuickPwn 2.2 quindi di seguito vi metto la guida e tutti i download necessari:

Cosa serve per effetuare il Jailbreak al vostro iPhone 3G:

  1. QuickPwn 2.2 scaricabile da qui.
  2. Il Firmware originale versione 2.2 che potete scaricare da qui.

Avviate QuickPwn 2.2, si aprirà la prima finestra che vi chiede di collegare l'iPhone, collegatelo e premete la freccia azzurra in basso.









Nella schermata successiva il programma cerca il firmware aggiornato che avete scaricato, se non lo trova cercatelo manualmente tramite il tasto Browse, quando lo trova vi compare una spunta verde sull'immagine dell'iPhone, quindi procede premendo sulla freccia azzurra in basso.








La schermata che appare in seguito vi chiede cosa volete installare, cioè Cydia e Installer e se volete sostituire la schermata di avvio, mettete la spunta su ciò che vi interessa.








Il passo successivo vi fornirà le indicazioni per mettere il dispositivo in modalità recovery mode, i passi da eseguire sono questi:
  1. Tenere premuto il tasto Home (sul frontale) per 5 secondi
  2. Tenere premuti il tasto Home e Power (sul lato superiore) per 10 secondi
  3. Rilasciate il tasto Power e tenete premuto il tasto Home per 30 secondi (normalmente il Jailbreak parte dopo 10-15 secondi)

A questo punto parte il Jailbreak dell'iPhone con una serie di procedure, lasciate lavorare il programma, al termine si avviare da solo, lasciate fare fino a quando non avete l'accensione del telefono e la schermata di screenlock.







Se sbloccate la schermata avrete sul telefono sia Cydia che Installer, quindi potete ricominciare a scaricare le applicazione che sono andate perse.

Può capitare che l'iPhone rimanga bloccato per qualche motivo, in questo caso dovete metterlo in recovery mode oppure se non riuscite mettetelo in modalità DFU e procedete al ripristino, le procedure sono spiegate qui.

sabato 22 novembre 2008

FILOSOFIA: spiegata con le barzellette

Logica induttiva

Per confermare le teorie scientifiche si usa la logica induttiva, si parte dai casi particolari per giungere ai casi generali.
Un personaggio noto che si basa sulla logica induttiva è Sherlock Holmes, vediamolo in questo particolare caso:

Sherlock Holmes e il dottor Watson sono in campeggio.
Nel mezzo della notte Holmes si sveglia e dà una gomitata a Watson.
"Watson" dice "guardi in alto e mi dica cosa vede."
"Vedo milioni di stelle, Holmes"dice Watson.
"E cosa conclude ?" chiede Holmes.
Watson riflette un momento e poi risponde: "Be' dal punto di vista astronomico, questo mi dice che esistono milioni di galassie e, potenzialmente, miliardi di pianeti. Dal punto di vista astrologico, osservo che Saturno si trova in Leone. Dal punto di vista meteorologico, sospetto che domani sarà una giornata splendida. Dal punto di vista teologico, vedo che Dio è onnipotente e noi piccoli e insignificanti. E a lei Holmes, che cosa dice tutto ciò ?"
"Watson, idiota! Qualcuno ci ha rubato la tenda!"

Quale ragionamento ha seguito Holmes per giungere a questa conclusione:

  1. Sono andato a dormire con una tenda e ora vedo le stelle
  2. Le esperienze simili avute in passato mi portano a pensare che qualcuno ha rubato la tenda
  3. Le ipotesi alternative sono: Forse la tenda c'è ancora, e qualcuno proiettta le stelle sul soffitto, ma non vedo nessuno e neanche l'atrezzatura necessaria oppure il vento l'ha portata via, ma l'avrei sentito perchè ci vuole un vento molto forte per farlo.
Questa è logica induttiva.

CONTEST: IL SAMSUNG OMNIA i900 TE LO REGALANO EVAYSTYLE E AFFARIONWEB



Ecco un contest molto originale e interessante proposto da EVAYSTYLE & AFFARIONWEB, il regolamento per partecipare:

  1. Il SAMSUNG SGH-I900 Omnia Nero 8GB è comprensivo di spese di spedizione,quindi totalmente gratuito.
  2. Per partecipare a questo contest i lettori di Evaystyle dovranno parlare di questo contest sul proprio sito o blog.Il vostro articolo dovrà contenere l’immagine con scritto Evaystyle e Affarionweb ti regalano un Samsung Omnia i900.Un link a questo post e uno al sito Affarionweb ( guardare quello in alto ).Se decidete di partecipare ricordatevi di segnalarlo nei commenti qui sotto.
  3. L’estrazione avverrà in diretta via webcam tramite il sito Ustream.tv
  4. Il contest non ha una fine prestabilita.Terminerà infatti tre giorni dopo il raggiungimento di 700 partecipanti ( visto il premio non penso durerà molto ).
  5. Spargete la voce e buona fortuna a tutti.

venerdì 21 novembre 2008

THE VENOMOUS WORLD: I SERPENTI 1

Con questo articolo inizieremo a parlare dell'animale velenoso per eccellenza, il serpente.
L'argomento sarà trattato in tre puntate in quanto è molto ampio, nella prima puntata avremo i serpenti velenosi delle Americhe e dell'Europa.

Introduciamo l'argomento con qualche dato statistico, in un anno le morti per il morso di un serpente velenoso sono così suddivise:
USA 12 morti
Africa 1000 morti
India e Pakistan 8000 morti
Brasile, Ecuador e Venezuela 3000 morti
Medio Oriente 20000 morti

Su 3000 specie di serpenti 450 sono velenose per l'uomo.
In Australia esistono 80 specie di serpenti, 10 sono i primi per grado di velenosità al mondo, altri 6 sono altamente mortali.
Per misurare il livello di mortalità di un veleno si utilizza LD50, che indica la quantità necessaria di veleno per uccidere il 50% degli animali da esperimento usati, si misura in milligrammi ogni chilogrammo (mg/Kg), più sarà basso il valore più sarà letale il veleno, la misurazione si intende per inoculazione sottocutanea, in quanto le inoculazioni intramuscolari ed intravenose sono molto difficili e rare; si indica anche la produzione del veleno, alcuni serpenti inoculano tutto il veleno , altri in parte, altri hanno la facoltà di scegliere quanto inocularne, possono anche solo mordere senza emettere il veleno.

AMERICA DEL NORD

Serpente Corallo
Noto come Micrurus Fulvius lo troviamo negli Stati Uniti del sud e il nord del Messico. I colori molto vistosi lo rendono facilmente riconoscibile, è lungo circa 90 cm.
Le sue prede preferite sono: serpenti, lucertole, anfibi, uccelli, pesci e insetti. Il veleno è di origine neurotossica, provoca un blocco neuromuscolare. La riproduzione dura 2 mesi e depongono da 5 a 7 uova.
Attacca solo se si sente minacciato, la sua LD50 è di 1,3 mg/Kg a fronte di una quantità iniettabile di 3-5 mg.


Serpente a sonagli
Il Crotalo Adamantino occidentale o Crotalus Atrox comunemente conosciuto come serpente a sonagli è diffuso negli USA del sud e nel Messico del Nord, soprattutto nelle zone aride.
Appartiene alla famiglia delle Viperidae, di dimensioni notevoli, raggiunge i 2 metri. Si nutre di piccoli mammiferi, uccelli, pesci e altri rettili. Nella riproduzione dà alla luce dai 10 ai 20 piccoli.
E' un serpente molto aggressivo e molto diffuso, il suo LD50 è di 18,5 mg/Kg per una produzione di 175-600, quindi non molto velenoso, ma avendo un alta produzione diventa letale per chiunque.
Esistono molte altre specie di Crotalus, alcune altamente velenose, altre poco velenose, vi elenco le più pericolose:
Crotalus adamanteus LD50 14,6 mg/Kg prod. 200-850 mg.
Crotalus basiliscus LD50 2,8 mg/Kg
Crotalus exul LD50 9,9 mg/Kg
Crotalus horridus LD50 75,0 mg/Kg prod. 210 mg.
Crotalus lepidus klauberi LD50 23,9 mg/Kg prod. 129 mg.
Crotalus polystisctus LD50 13,3 mg/Kg
Crotalus tigris LD50 0,21 mg/Kg prod. 6-11 mg.

Serpente Testa di Rame
Il Testa di Rame noto come Agkistrodon Contortrix sempre della famiglia dei Viperidae ha una larga diffusione nel NordAmerica.
Le sue dimensioni variano da 80 cm. a 120 cm. di colore rame, bronzo e marrone, si riproduce in quantita da 5 a 7 esemplari.
E' un serpente che si nutre di piccoli animali, il suo veleno è di tipo amotossico, ma è poco agressivo.
La sua LD50 è di 25,6 mg/Kg per una prod. di 40-75 mg.



Mocassino Acquatico
Conosciuto anche come Bocca di cotone (Cottonmouth) si chiama anche Agkistrodon piscivorus ed è uno stretto parente del serpente Testa di rame.
Di colore scuro varia da grigio a marrone a nero, raggiunge il metro di lunghezza ma può sfiorare i 2 metri.
Serpente acquatico predilige i pesci alcuni anfibi e gli uccelli che si abbeverano nelle risaie, luogo dove vive abitualmente negli USA.
Aggredisce solo se minacciato, il suo veleno ha un LD50 di 25,8 mg/Kg per una produzione di 80-170 mg.



Esistono altri generi di Agkistrodon, ma sono scarsamente velenose.

AMERICA DEL SUD

Barba Amarilla
Meglio conosciuto come Bothrops Asper, questo serpente ha una larga diffusione in tutto il centro america e in Colombia, Ecuador e Venezuela.
Vive nelle foreste e in zone molto umide, le sue dimensioni si aggirano intorno ai 2 metri, quando si riproduce riesce ad avere anche 30 piccoli.
Questo serpente è molto veloce e agile, e soprattutto molto aggressivo.
Il suo LD50 è di 2,84 mg/Kg con produzione di 100-300 mg.


Ferro di Lancia
Dello stesso genere del Barba Amarilla il Bothropos Atrox vive nel centro america e nel nord del sudamerica, il suo habitat sono le foreste pluviali ma anche le regioni coltivate.
Di colore grigio, marrone e verde ha una lunghezza di circa 2 metri, ha una alta riproduzione che può arrivare fino ad 80 piccoli.
E' un cacciatore in prevalenza notturno e si nutre di piccoli mammiferi, roditori, uccelli, serpenti e insetti.
Conduce una vita solitaria ed ha un LD50 di 22 mg/Kg con una produzione di 100-200 mg.

Esistono altre specie di Bothropos, diffuse sempre nelle stesse zone, ecco le più pericolose:
Bothropos alternatus LD50 15,8 mg/Kg prod. 60-100 mg.
Bothropos colombiensis LD50 2,3 mg/Kg (inoculazione intravenosa)
Bothropos jararaca (Brasile, Paraguay, Argentina) LD50 7 mg/Kg prod. 40-70 mg.
Bothroposo jararacussu (Brasile, Paraguay, Argentina, Bolivia) LD50 13,0 mg/Kg prod. 200-320 mg.
Bothropos neuwiedi (Argentina) LD50 14,2 mg/Kg

Bushmaster
Il Lachesis Genus noto come Bushmaster vive nelle foreste del centroamerica e del sudamerica. Della famiglia delle viperidae ha una lunghezza che varia dai 2,5 ai 3,5 metri, quando si riproduce arriva fino a 12 piccoli.
Questo serpente è molto pericoloso, perchè può dare morsi multipli quando aggredisce, il suo LD50 è di 36,9 mg/Kg per una produzione di 200-500 mg.




EUROPA

L'unico serpente velenoso diffuso in europa è la vipera.
Esistono varie specie di vipere, vediamole:

Vipera Aspis
La Vipera Aspis conosciuta anche come Aspide è diffusa nell'europa occidentale.
E' diffusa dai Pirenei alla Germania ed è presente anche in Italia, predilige luoghi freschi ed assolati, con scarsa vegetazione, prati, pascoli e zone pietrose.
Quando si riproduce ha dai 6 agli 8 piccoli, si nutre di lucertole, topi e piccoli uccelli, le sue dimensioni si aggirano intorno ai 90cm.
Timida e fuggevole, morde solo se calpestata, il suo veleno è raramente mortale, difatti ha un LD50 di 4,7mg/Kg, ma solo se inoculato in zona intramuscolare (il valore LD50 si riferisce normalmente ad inoculazione sottocutanea) con una produzione di 9-10 mg.

Vipera Ammodytes
La Vipera Ammodytes vive nei paesi dell'Est europa e nei balcani, può trovarsi anche nell'est dell'Italia e in Austria, ed è la più pericolosa delle vipere europeee.
Preferisce le aree rocciose e con scarsa vegetazione, si nutre di lucertole, piccoli mammiferi e piccoli uccelli, le sue dimensioni arrivano al metro e quando si riproduce genera fino ad un massimo di 20 piccoli.
Poco aggressiva, morde solo se provocata, il suo LD50 è di 6,59 con una produzione di 12-15 mg.

Altre vipere sono:
Vipera Berus o Marasso (Europa) LD50 6,45 mg/Kg prod. 10-18 mg.
Vipera Bornmuelleri (Libano, Siria) LD50 6,25 mg/Kg
Vipera Latifi (Iran) LD50 4,61 mg/Kg
Vipera Palestinae (Israele, Giordania, Siria, Libano) LD50 9,4 mg/Kg
Vipera Xanthina (Grecia, Turchia) LD50 6,7 mg/Kg (inoculazione intravenosa) prod. 8-18 mg.

Abbiamo concluso il primo capitolo che riguarda i serpenti velenosi, il prossimo capitolo tratterà i serpenti velenosi di Africa e Asia, per ultimo rimarrà il capitolo sull'Australia.
alla prossima...

giovedì 20 novembre 2008

DINASTIA SAVOIA: Umberto I Biancamano


Iniziamo oggi questa lunga galleria di personaggi storici, che ci accompagnerà per circa 1000 anni, seguendo l'evoluzione della dinastia dei Savoia, una casata nobiliare che ha dovuto combattere in mezzo alle grandi potenze dell'europa, tra intrighi politici, eserciti conquistatori, vendette personali, personaggi ostili e molte altre peripezie ed è riuscita partendo da un piccola regione nelle alpi ad unire l'Italia.

Iniziamo partendo dal territorio dove ebbe origine la storia e la dinastia, quest'area si chiama appunto Savoia.
Gli storici accreditano a Ammiano Marcellino le prime notizie in merito, che nel 380 d.C. parla della regione compresa tra il lago Lemano situato a nord, le Alpi a est, il Delfinato a sud e il Rodano ad ovest e la chiama Sapaudia. Il nome Sapaudia avrebbe derivazione dai celti e significherebbe foresta di abeti. La regione aveva un enorme importanza strategica, difatti era una zona di transito molto frequentata dai romani per l'accesso alla Gallia.
Nell'anno 806 l'atto di Thionville di Carlo Magno suddivide la Sapaudia in varie zone: Albonais, Moriana, Chiablese, Tarantasia, Faucigny, Genevese e Saboia.
La Saboia era la zona situata attorno a Chambéry, affidata all'amministrazione di un Conte.
Dopo le vicissitudini dello sfascio del regno carolingio nel 843 il regno passò prima sotto un certo Rodolfo e i suoi successori, poi venne conquistato dall'imperatore Corrado II del Sacro Romano Impero, in seguito nel 1033 un certo Eude II, conte di Blois e discendente di quel Rodolfo, si insinuò nel regno.
Nel 1034 una decisione dell'imperatore portò le truppe dei feudatari italiani contro il conte di Blois, l'esercito era guidato da un certo Umberto I, conte di Savoia.
Ecco apparire per la prima volta quello che è considerato storicamente il primo componente della dinastia sabauda.
Il soprannome Biancamano gli venne attribuito nel secolo XIV, alcuni storici asseriscono che fù un errore di un amanuense che sbagliò a trascrivere le parole blancis moenibus (bianche fortezze) e scrisse blancis manibus (bianche mani) segnando così per secoli il nobile Umberto I, con un soprannome che forse egli non avrebbe gradito.
Purtroppo le notizie sono abbastanza imprecise e miste tra storia e leggenda, si presume sia nato intorno al 980 , non si ha conoscenza di antenati nè della provvenienza, anche se vi sono numerose congetture in merito; potrebbe essere figlio di Beroldo, discendente del sassone Vitichindo duca di Sassonia; oppure potrebbe essere discendente dal ramo dei Duchi di Borgogna; oppure discendente dei Duchi di Ginevra; alcune fonti lo danno come discendente di Bosone di Provenza Conte di Borgogna; oppure figlio di Bertoldo nipote di Ottone II di Sassonia; alcune fonti dicono che discenda da una famiglia di Conti romani che provvenivano dalla Borgogna.
Si hanno notizie frammentarie della sua presenza in alcuni luoghi, ad esempio il 25 gennaio 1002 e il 2 aprile 1003 lo troviamo nella zona di Vienne in Francia, nel 1009 presso S.Maurizio d'Agauno, nel 1018 sul lago di Ginevra. Si hanno alcuni atti di donazione firmati ad Aosta e viene nominato in alcune occasioni come rappresentante della regina Ermengarda, la prima definizione di Conte la troviamo in un documento del vescovo Oddone di Belley del 1003.
Purtroppo ad aumentare la confusione ci sono alcuni errori dei monaci che hanno cercato di ricostruirne la dinastia nel 1350, in alcuni documenti vi sono nomi diversi, ma simili, quali Uberto, Uperto, Ucberto. Gli fù attribuito un matrimonio nel 1002 con una certa Ancilia, ma anche qui troviamo qualche errore, in alcuni documenti la moglie del Conte viene chiamata Nanchila, Auxilia o Ausilia, ed era figlia di Manasse, Conte di Savoia oppure sorella di Ulderico II Conte del Vallese.
Altre notizie di Umberto I le abbiamo in un giuramento pronunciato davanti al concilio di Anse nel 1025 in cui promette di farsi garante della pace nel territorio di sua pertinenza.
La zona coperta dal regno di Umberto I comprendeva la contea di Belley, la Moriana, la Contea di Aosta, parti del Vallese, del Chiablese e della Tarantasia e l'abbazia di San Maurizio.
Ebbe 4 figli: Amedeo I, Aimone, Burcardo e Oddone, quest'ultimo si sposò con Adelaide, figlia di Olderico Manfredi, erede del marchesato di Torino e di Susa, quindi i suoi territori ebbero un ulteriore estensione.
La posizione strategica dei territori di Umberto I, che controllava quindi i valichi tra Italia e Francia, davano un enorme vantaggio sia economico che militare, egli impose pedaggi per il transito e offriva servizi ai viaggiatori, aumentando così gli introiti del regno.
La sua morte è datata nel 1048 e fù sepolto nel vestibolo della cattedrale di San Giovanni di Moriana (conosciuta come Saint Jean de Maurienne), nella valle dell'Arc.
Il suo successore fù Amedeo I.

Albero Genealogico dei Savoia
Fonti

mercoledì 19 novembre 2008

GUIDA IPHONE: creare un tema


La guida di oggi vi aiuterà a cambiare il tema del vostro iPhone, cioè sostituire la schermata originale come questa a sinistra con una originale e magari personale del tipo quella a destra.

Premetto che esistono molti siti dedicati all'iPhone che hanno migliaia di temi già pronti da scaricare, vi è sufficente effettuare una ricerca, inserite le parole temi iPhone oppure themes iPhone e avete l'imbarazzo della scelta, vi scaricate il tema che vi piace, lo caricate sull'iPhone ed ecco fatto. Oppure andate su Cydia, anche qui c'è la sezione themes, lo scaricate e lo selezionate da Winterboard.

Però qualcuno magari ne vuole uno personale, oppure preferisce fare un mix di icone da installare su un determinato sfondo, allora con questa semplice guida potete farlo.

Vediamo come si compone un tema:

c'è uno sfondo di dimensioni 320x480 pixel, può essere di formato .png oppure .jpg, dovete chiamarlo Wallpaper.jpg (oppure Wallpaper.png), anche di questi ne trovate a migliaia online.
Prendiamo ad esempio questo sotto:


La seconda parte del tema è composta dalla base dove ci sono le icone fisse, quelle che rimangono uguali in ogni pagina, le dimensioni sono 320x90 pixel, il suo nome è Dock.jpg oppure .png tipo questa qui sotto.



Rimangono le icone, potete scaricarle online, oppure mescolare quelle dei vari temi, oppure crearvele con un programma tipo Photoshop, le dimensioni possono essere variabili, una misura standard potrebbe essere 60x60 pixel, le dimensioni massime sono 65x65 pixel.
Bisogna dare poi il nome corretto che si abbina all'applicazione tipo queste:


questa si chiamerà Mappe.jpg




questa si chiamerà Telefono.jpg




questa si chiamerà Immagini.jpg




Per vedere i nomi esatti scaricate un tema completo oppure è sufficente vedere lo schermo dell'iPhone e copiare i nomi delle icone presenti.
Le icone devono essere messe in una cartella che nominerete Icons, poi create una cartella con il nome dell'applicazione ad esempio Gold Theme, dentro ci mettete la cartella Icons, le due immagini Wallpaper.jpg e Dock.jpg, tramite iPhone Tunnel Suite (visto in un precedente articolo) seguite il percorso: /private/var/stash/themes e caricate la cartella, dopo andando in Winterboard troverete la vostra cartella che nell'esempio è Gold Theme, la selezionate, chiudete Winterboard, vedrete che il telefono respringa (cioè ci sara un caricamento del tema) dopo avrete questa immagine:


Consiglio di utilizzare i nomi in italiano per le icone, mi raccomando le maiuscole all'inizio dei nomi, può capitare che a volte l'icona del meteo non si cambia, rimane un mistero il motivo.

Esiste un simulatore di temi, creato da Andrea Macchieraldo, potete scaricarlo da qui.
Appena scaricato lo installate, quando lo aprite avrete un interfaccia, molto intuitiva, che simula l'iPhone, caricate il tema creato e lo vedrete senza la necessità di installarlo sul telefono, è molto utile per le prove dei temi che volete creare.

Spero di esservi stato utile in questa nuova modifica del vostro iPhone.
alla prossima...