giovedì 16 aprile 2009

SCRITTORI: GISBERT HAEFS

Gisbert Haefs è nato nel 1950 a Wachtendonk am Niederrhein in Germania, attualmente vive e lavora a Bonn. Da traduttore e curatore si è occupato delle riedizioni di autori come Bierce, Kipling, Borges e Bob Dylan. La sua fama di scrittore è dovuta ad una ricca e variegata produzione letteraria, che spazia dla giallo alla fantascienza. Particolarmente apprezzati dal pubblico e critica sono i suoi romanzi storici pubblicati in Italia da Marco Tropea Editore.



Ecco le pubblicazioni italiane:

  • Annibale (1999)
  • Il mercante di Cartagine (2000)
  • Troia (2001)
  • Alessandro (2002)
  • Alessandro in Asia (2003)
  • Rajah (2003)
  • Roma (2004)
  • L'amante di Pilato (2005)
  • La spada di Cartagine (2008)
  • Il centurione di Cesare (2009)
TROIA

Solone, il famoso statista ateniese del VI secolo, in visita in Egitto durante il suo primo, volontario esilio, si imbatte in una serie di documenti riguardanti la guerra di Troia, conclusasi ormai da seicento anni. Tutto farebbe supporre che la ben nota vicenda narrata da Omero, con il suo corollario di Dei ed Eroi, sia stata solo la trasposizione epica dei fatti realmente accaduti, innescati da motivazioni economiche e politich ben più che del famoso rapimento di Elena. In questa versione, venuta a cadere l'aura del mito, Achille, Odisseo, Menelao, Agamennone, Ettore, Enea e Paride appaiono segnati da tutte le loro debolezze umane e dalle loro vanità.
Ma i veri protagonisti del romanzo sono i componenti di una vairegata copmunità di mercanti che ha scelto come base un'isola deserta dell'Egeo; sono guidati dall'Assiro Ninurta, dotato di fiuto nei commerci e da grande abilità diplomatica, e dalla bella e saggia Tashmetu, un tempo una schiava, che diventerà la sua compagna.
Accanto a loro una folla di figure affascinanti: tr agli altri, il geniale inventore Tsanghar, la misteriosa Lamashtu e Djoser, il riflessivo egizio che si incarica di redigere per i posteri la narrazione degli eventi. Per trasmettere a Priamo un ambasciata che potrebbe rivelarsi di importanza vitale, e per più concrete ragioni d'affari, Ninurta e i suoi compagni decideno di ancorare le proprie navi al largo di Troia, trovandosi coinvolti nell'assedio e nel conflitto che si concluderanno con la distruzione della città.
Questa poderosa materia narrativa fatta di intrighi, tradimenti, massacri, fughe e tempestosi viaggi per mare, è intessuta in un racconto ricco di tensione, acceso da un erotismo gioioso e modulato da una disincantata ironia. Sotto gli occhi del lettore il mondo della tarda età del bronzo acquista vita e corpo, e il conflitto fra achei e troiani si configura come lo scontro frà due civiltà: il raffinato Oriente in decadenza e la cultura occidentale ai suoi albori, razionalista e cinica.

ALESSANDRO

Aristotele è ormai vecchio e la prospettiva di rimestare nel passato non lo entusiasma affatto. Ma il macedone Peukestas lo supplica di aiutarlo a scrivere la storia del divino Alessandro: chi può narrare le gesta del più grande condottiero di tutti i tempi megli del filosofo che gli ha fatto da maestro? Dalle labbra di un Aristotele riluttante comincia a fluire un fiume di ricordi: sul re Filippo e sua moglie Olympias, su Alessandro e tutti coloro che sono partiti alla conquista del mondo insieme a lui. Prende vita così un racconto epico, in cui si intrecciano a nche le vicende e lo sguardo dei personaggi minori come Dymas, musico e spia, e l'oplita Emes, attori e spettatori del teatro della storia.
L'infanzia di Alessandro a Pella è segnata dall'affetto morboso della madre, un'affascinante sacerdotessa che vuole trasformare il figlio in uno strumento nelle mani del sanguinario Dio Ammon, e dall'ammirazione del padre, politico e stratega abilissimo, venerato da chi lo circonda ma non privo di umane debolezze, amante delle donne e dei piaceri. Per sottrarlo dall'influenza nefasta di Olympias, Filippo decide di affidare l'educazione del principe ad Aristotele e fonda il liceo di Mieza: qui il futuro condottiero apprende l'arte della guerra e riflette sul senso di vuoto che non gli dà pace. E scopre l'amore per il compagno Hephaistion. Ma per Alessandro diventare uomo significa anche allontanarsi dal padre dopo uno scontro violento, per poi ritrovarsi affianco a lui nella battaglia di Cheronea, che segna la conquista definitiva dell'ellade. E quando la congiura che vede complici Olympias e l'oratore ateniese Demostene porterà alla morte del re, sarà Alessandro a prendere il suo posto. In questo racconto viene descritta l'antichità con i mille colori della vita quotidiana, rievocando della vita di Alessandro amori, intrighi di corte, trame politiche e guerre interminabili, ma soprattutto l'inquietudine che lo spinge a sempre nuove conquiste: dopo la traversata dell'Ellesponto, avrà di fronte a sè il territorio asiatico, una nuova sfida a cui non potrà resistere.

IL CENTURIONE DI CESARE

Su Roma incombe il tramonto dell'età Repubblicana. L'aristocrazia senatoria si allontana sempre più dal popolo e la brama di potere anima sanguinose lotte fra le fazioni rivali. Ma la maggiore minaccia per il Senato proviene della Gallia, dove Giulio Cesare accumula successi e bottini. Cicerone, lo scaltro manipolatore che muove i fili del gioco politico a Roma, costringe l'ex centurione Quinto Aurelio, ora proprietario di una locanda, a proporsi a Cesare come cuoco e a spiarlo per conto del Senato. E così l'ex soldato, a cui hanno tranciato il tendine d'achille in battaglia e che credeva di ever deposto per sempre la propria spada, si ritrova al seguito del condottiero romano alla vigilia della rivolta di Vercingetorige. La sua lealtà conquista la fiducia di Cesare, che nè fà uno dei suoi più fidi consiglieri. Da questa posizione privilegiata, Aurelio vive, ora da incredulo testimone, ora da diretto protagonista, la grande epopea del genio militare che ha lasciato un impronta indelebile nella storia: le vittoriose campagne in Gallia, in Egitto e in Asia minore, l'ascesa trionfale a Roma, il folgorante incontro con Cleopatra, l'amaro epilogo all'ombra della congiura. Ma nemmeno i furori del campo di battaglia e i veleni dell'agone politico riescono a spegnere la bruciante passione di Aurelio per Calipso, malinconica etera greca dal passato misterioso, irraggiungibile come le stelle, che il centurione ritrova di avventura in avventura in ogni palazzo del potere.