sabato 25 ottobre 2008

THE VENOMOUS WORLD: I PESCI

Inizieremo a parlare di animali velenosi con quelli che abitano il mare, e in questa puntata partiremo con i Pesci.

Pesce Pietra
La Synanceia verrucosa (più noto come pesce pietra) fa parte della famiglia degli "scorpedini" un gruppo abbastanza grande di pesci, diffusi in quasi tutti i mari del mondo; sono animali dotati di spine velenifere (i raggi duri della pinna dorsale).
Si tratta in genere di pesci con scarsa attitudine al nuoto e che vivono a stretto contatto con il fondale, con il quale si mimetizzano perfettamente per catturare le loro prede; come si dice in gergo "cacciano all'aspetto", attendono pazientemente il passaggio di qualche pesce e, al momento giusto, con uno scatto fulmineo, lo inghiottono in un solo boccone.
La famiglia Scorpaenidae, appartiene all'ordine Scorpaeniformes, ed i suoi componenti sono in genere caratterizzati da testa e bocca grandi e da una cresta ossea spinosa sulla guancia; di solito (tranne in alcuni casi come il pesce foglia che ha un corpo molto compresso), hanno struttura massiccia e diverse spine su tutto il corpo; in particolare risultano estremamente pericolosi i raggi spinosi della pinna dorsale, dotati di un solco longitudinale e connessi a ghiandole velenifere, in grado di iniettare un potente veleno costituito da una miscela di tossine che agiscono sul sistema nervoso.
Come tutti i veleni di origine animale anche quello degli scorpedini è termolabile e quindi l'applicazione tempestiva sulla ferita di panni imbevuti di acqua bollente o l'impiego di altre strategie che comunque riscaldino la lesione, è certamente il modo più semplice ed efficace per prestare il primo soccorso.
Le punture della maggior parte degli scorpenidi sono estremamente dolorose, ma poche specie sono potenzialmente mortali per l'uomo, primo fra tutti il pesce pietra (Synanceia verrucosa).


Pesce Scorpione
Pterois volitans, conosciuto comunemente come Pesce scorpione o Pesce cobra, è un pesce d'acqua salata, la specie più conosciuta della sottofamiglia Pteroinae, famiglia Scorpaenidae. La testa è relativamente piccola, la bocca grande, gli occhi sporgenti, sormontati da due escrescenze (presenti anche intorno al mento). La fronte è alta, il dorso curvo, mentre il ventre relativamente piatto. Il corpo si restringe verso il peduncolo caudale, che oprecede una coda piuttosto larga, tondeggiante.
I primi raggi della pinna dorsale e di quella anale sono in realtà aculei veleniferi, ben eretti dal pesce quando è in situazione di pericolo. L'apparato velenifero consiste in 13 aculei sulla pinna dorsale e 3 in quella anale, tutti composti da aculei cavi collegati a una ghiandola velenifera; i raggi delle pinne pettorali sono aculei pieni, non velenosi.
La livrea è a strisce tendenzialmente verticali marroni e bianche, alcune sottili e altre più larghe. Anche le pinne sono striate di bianco e marrone.
Raggiunge una lunghezza massima di 38 cm. Gli avvelenamenti da tossina di Pterois volitans vengono classificati in tre gradi. Avvelenamenti di grado I producono eritema, ecchimosi o anche cianosi della parte colpita. Al grado II compaiono vesciche attorno alla puntura. Avvelenamenti di grado III producono necrosi locale e variazione della sensibilità, che possono durare anche per più giorni.
Più rari sono gli effetti a livello sistemico, che includono ma non sono limitati a questi: dolore alla testa, nausea, vomito, dolori e crampi addominali, paralisi agli arti, iper- o ipotensione, difficoltà respiratoria, ischemia del miocardio, edema polmonare, sincope. Sono stati documentati rari casi di decesso.
Il primo e più importante trattamento dopo una puntura è l'immersione della parte colpita in acqua calda (circa 45 °C), perché riduce il dolore e inattiva la tossina. Questa specie è diffusa nell'Oceano Pacifico, dal Sud-Est asiatico fino all'Australia, dal Giappone alla Polinesia. Abita le lagune e i fondali sassosi e di barriera fino a 50 metri di profondità. I giovani tendono ad allontanarsi in mare aperto dal loro luogo di nascita, alla ricerca di nuovi habitat: questo giustifica la loro grande diffusione.


Nella prossima puntata affronteremo il pericolosissimo mondo di Meduse e Polpi.



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