mercoledì 21 settembre 2011

LE ERE DELLA TERRA


LE ERE DELLA TERRA
Ho letto un articolo in cui si diceva che la maggior parte della gente non ha la più pallida idea dei tempi di svilluppo del nostro pianeta.
Voglio quindi sviluppare l’argomento con una sintesi completa dei tempi e delle epoche di sviluppo del nostro pianeta, cercando di dare una breve spiegazione di cosa è successo in quel periodo, non si tratta di un trattato di storia, anche perché la comparsa dell’uomo occupa una parte infinitesimale delle ere geologiche.
Inizio con un semplice diagramma a torta (imm.sotto), qui potete vedere come sono suddivisi i tempi immaginando di paragonare la nascita della terra ad un giorno di 24 ore.



Come si vede da questa immagine il periodo quaternario cui si data la comparsa dell’homo sapiens occupa solo 17 secondi nell’arco delle 24 ore.
La partizione principale e suddivisa in 4 Eoni:
ADEANO
ARCHEANO
PROTEROZOICO
FANEROZOICO

Partiamo dal periodo più lontano, l’ADEANO.
ADEANO (deriva dal Greco Ade, Inferi)
Inizia circa 4.600 milioni di anni fa (4,6 miliardi) e termina 4.000 anni fa.
Si tratta di un periodo molto oscuro e sconosciuto in cui si presume ci sia stato un magma caldo e iniziarono a formarsi le prime rocce.

ARCHEANO (dal greco Arkhé, che significa inizio, origine)
Inizia 4.000 milioni di anni fa e finisce 2.500 milioni di anni fa.
In questo periodo si hanno le più antiche formazioni rocciose.
L’atmosfera era carente di ossigeno libero, le temperature erano vicine a quelle attuali.
Nei fossili si hanno probabili residui di prodotti batterici. Si pensa che la vita era presente limitatamente a singole cellule ed organismi anucleati semplici.
L’ARCHEANO è suddiviso in quattro ere:
Eoarcheano (dal greco eos, alba e arkhé, origine)
Inizia 4.000 milioni di anni fa e finisce 3.600 milioni di anni fa.
In questo periodo hanno origine i primi organismi monocellulari i procarioti. Si ha la probabile formazione di alcuni giacimenti carboniferi in Groenlandia (datati 3,8 miliardi di anni fa)
Paleoarcheano
Inizia 3.600 milioni di anni fa e finisce 3.200 milioni di anni fa.
In questa era si hanno le prime presenze di batteri capaci di compiere la fotosintesi.
Mesoarcheano
Inizia 3.200 milioni di anni fa e finisce 2.800 milioni di anni fa.
Nel periodo Mesoarcheano si ha la prima glaciazione, avvenuta circa 2.900 milioni di anni fa. Si ha la formazione del primo supercontinente il Vaalbara.
Neoarcheano
Inizia 2.800 milioni di anni fa e finisce 2.500 milioni di anni fa.
In questo periodo si ha un probabile capovolgimento del mantello terrestre.
I cianobatteri migliorano il meccanismo della fotosintesi e si ha la prima produzione di ossigeno che reagendo con altri composti modifica la costituzione rocciosa della crosta terrestre.
L’aumento del livello di ossigeno rende letale l’atmosfera per le forme di vita anossiche che si erano sviluppate in un’atmosfera di metano e anidride carbonica.

PROTEROZOICO (dal greco antico, proteron zoon che significa primo vivente)
Inizia 2.500 milioni di anni fa e finisce 542 milioni di anni fa.
L’evento più importante è la transizione verso un’atmosfera ossigenata, che avviene per effetto di numerose glaciazioni e l’apporto di numerosi ciano batteri in grado di produrre ossigeno.
Questo Eone è suddiviso in 3 ere.
Paleoproterozoico
Inizia 2.500 milioni di anni fa e finisce 1.600 milioni di anni fa.
Questa era è suddivisa in 4 periodi:
-      Sideriano (2,5-2,3 miliardi di anni fa) formazione di bande di ferro causate da alghe azzurre anaerobiche che producono ossigeno che si combina con il ferro presente per formare la magnetite. Questo processo ripulisce gli oceani dalla presenza di ferro. La continua produzione di ossigeno porta alla formazione dell’attuale atmosfera che risultò letale per le specie anaerobiche dando così luogo alla grande estinzione nota come “catastrofe dell’ossigeno”, poco dopo inizio la glaciazione uroniana (2,4 miliardi di anni fa)
-      Rhyaciano (2.300-2.050 milioni di anni fa) formazione di rocce intrusive in seguito a intrusioni di lava. Durante questo periodo si ha la glaciazione uroniana che si conclude circa 2,1 miliardi di anni fa. Si ha la formazione dei primi eucarioti cioè i primi organismi viventi costituiti da cellule dotate di nucleo.
-      Orosiriano (2.050-1.800 milioni di anni fa) In questo periodo si ha un intensa attività di orogenesi su tutte le terre emerse che dà origine alla formazione delle catene montagnose. Due impatti di asteroidi formano il cratere Vredefort in Sud Africa e il Sudbury Basin in Canada.
-      Statheriano (1.800-1.600 milioni di anni fa) Si formano molti continenti e le placche continentali. Si forma il supercontinente Columbia.

Mesoproterozoico
Inizia 1.600 milioni di anni fa e finisce 1.000 milioni di anni fa.
Questa era è suddivisa in 3 periodi:
-      Calymmiano (1,6-1,4 miliardi di anni fa) Si espande la preesistente crosta terrestre, si divide il supercontinente Columbia.
-      Ectasiano (1,4-1,2 miliardi di anni fa) Espansione della crosta terrestre. Probabile formazione di un primo organismo pluricellulare con riproduzione sessuale la Bangiomorpha pubescens.
-      Steniano (1,2-1 miliardo di anni fa) In questo periodo si ha la formazione del supercontinente Rodinia. Formazione di strette bande di rocce polimetamorfiche.
Neoproterozoico
Inizia 1.000 milioni di anni fa e finisce 542 milioni di anni fa.
Questa era è suddivisa in 3 periodi:
-      Toniano (1.000-850 milioni di anni fa) In questo periodo avviene lo stiramento e il successivo disfacimento del supercontinente Rodinia.Si hanno tracce di organismi multicellulari.
-      Cryogeniano (800-635 milioni di anni fa) In questo periodo si hanno possenti glaciazioni che ha portato i ghiacciai ad arrivare fino all’equatore. Notevole aumento di ossigeno nell’atmosfera. Probabile presenza dei primi organismi vermiformi. Prima comparsa di amebe e spugne.
-      Ediacarano (635-542 milioni di anni fa) Comparsa di carbonato di calcio dovuto al brusco cambiamento di clima. Si ha la comparsa di bioti o forme di vita simili a spugne e alghe.

Uscendo dall’Eone PROTEROZOICO  si entra nell’Eone FANEROZOICO.
L’Eone FANEROZOICO (545 milioni di anni fa) giunge fino ai giorni nostri e si divide in tre Ere: Paleozoico, Mesozoico e Cenozoico. Che a loro volta si suddividono in Periodi, Epoche, Sottoepoche e Stadi.

PALEOZOICO (dal greco antico, palaios che significa antico e zoe che significa vita)
Inizia 542 milioni di anni fa e finisce 251 milioni di anni fa.
Il paleozoico terminò con la più grande estinzione di massa della storia, l’estinzione del Permiano-Triassico, i cui effetti furono talmente devastanti che passarono circa 30 milioni di anni prima che la vita potesse riprendere nuovamente.
Geologicamente si ha la disgregazione del supercontinente Rodinia e la formazione di un gran numero di continenti. In seguito si ha la nuova formazione di un supercontinente chiamato Pangea.
All’inizio dell’era si hanno forme di vita come batteri, alghe e spugne. In seguito si ha un aumento delle forme di vita fino ad arrivare a invertebrati e vertebrati. Iniziano a comparire anche i pesci. Nel tardo Paleozoico prosperano le grandi foreste di piante primitive che formano i grandi bacini carboniferi dell’europa e del nord america. Verso la fine dell’era compaiono i primi grandi rettili e le prime conifere.
Il Paleozoico è suddiviso in 6 periodi:
-      Cambriano (542-488 milioni di anni fa) Formazione di numerosi continenti. Oceani diffusi ma poco profondi. Aumento di forme di vita (brachiopodi, trilobiti, artropodi primitivi, metazoi etc.) che dà origine all’esplosione Cambriana. Assenza totale di flora, probabile formazione di licheni, alghe e microscopici funghi.
-      Ordiviciano (488-443 milioni di anni fa)Unione dei continenti nel supercontinente Gondwana e migrazione dello stesso verso sud. La fauna marina aumenta fino a dare alla vita al 12% di tutta la fauna marina conosciuta nel FANEROZOICO. Formazione di funghi marini e funghi terrestri di tipo micorriza. Verso la fine di questo periodo si ha una serie di estinzioni importanti e furono decimati  motli brachiopodi, briozoi, trilobiti, condoniti e graptoliti.
-      Siluriano (443-416 milioni di anni fa) In questo periodo abbiamo lo spostamento del Gondwana verso sud e la formazione di un altro supercontinente denominato Euramerica. Fanno la prima comparsa le barriere coralline. Iniziano a comparire i primi pesci ossei, e pesci con squame. Abbiamo la conquista delle terre emerse da parte di miriapodi e scorpioni. Si vedono i primi esemplari di piante vascolari.
-      Devoniano (416-359 milioni di anni fa) In questo periodi si forma il supercontinente Laurasia con l’unione dell’Euramerica, del Gondwana e della Siberia. Si abbassa il livello dell’anidride carbonica nell’aria. Compaiono i primi insetti sulle terre e i primi anfibi.
-      Carbonifero (359-299 milioni di anni fa) Il nome stesso indica la grande formazione di carboni fossili, conseguenza dello sviluppo delle foreste. Si formano sulla terra grandi artropodi quali: scorpionidi, aracnidi, miriapodi e insetti. Si sviluppano i molluschi nell’acqua, i tetra coralli, i foraminiferi e altre specie. Sviluppo di pesci ossei e cartilaginei. Si sviluppano i primi rettili. Grandi formazioni nella flora di piante della famiglia delle felci, della vite, conifere gigantesche e altre.
-      Permiano (299-251 milioni di anni fa)  In questo periodo abbiamo un blocco continentale unico chiamato Pangea. All’inizio del perido si ha una grande glaciazione che diminuirà col passare del tempo. La fauna è composta da invertebrati marini, pesci ossei, si ha un aumento di rettili che diventano più evoluti. Si ha lo sviluppo dei Terapsidi, sinapsidi e diapsidi, che però alla fine del periodo porta ad un estinzione di massa, tra i pochi sopravvissuti abbiamo i progenitori dei mammiferi. Le condizioni aride e il freddo portano alla formazione di vegetazione xerofitica, di conifere, di cicadacee e piccole felci.

MESOZOICO (dal greco antico, mesos che significa intermedio e zoe che significa vita)
Inizia 251 milioni di anni fa e finisce 65 milioni di anni fa.
Le deformazioni tettoniche del Mesozoico furono meno accentuate di quelle del precedente Paleozoico superiore, tuttavia questa fu l'era della spaccatura del supercontinente Pangea che diede origine a nord alla Laurasia e a sud al Gondwana. Si formò in questo periodo il margine continentale Atlantico presente ancora oggi.Successivamente la Laurasia si scisse in Nord America e Eurasia, mentre il Gondwana si fratturò in più parti dando luogo al Sud America, all'Africa, all'Antartico e al subcontinente indiano, il quale andò a collidere con l'Asia durante il Cenozoico facendo sorgere la catena montuosa dell'Himalaya. Verso la fine dell'era i continenti si erano pressoché disposti nella posizione attuale.
Si ritiene che durante il Mesozoico il clima fosse più caldo di quello attuale e soggetto a forti monsoni, che assumevano a volte la caratteristica di megamonsoni per l'imponente estensione areale dei loro effetti. La temperatura elevata favorì una importante speciazione che diede vita a nuove forme animali.
Scomparvero dapprima le Trilobiti, le graptoliti e i pesci ossei, mentre gli invertebrati caratteristici del periodo divennero le ammoniti, che sono il fossile guida per riconoscere il periodo. Comparvero anche le belemniti, gli echinodermi, i brachiopodi e i cefalopodi.
Tra i vertebrati ebbero uno sviluppo notevole i rettili, soprattutto quelli di grandi dimensioni noti come dinosauri, tanto che il Mesozoico è anche comunemente indicato come l'Era dei rettili o Era dei dinosauri. Accanto a questa specie dominante fecero la loro comparsa anche i più piccoli mammiferi e gli uccelli. Tra le piante spuntarono le prime angiosperme, cioè le piante con il fiore.
Il MESOZOICO  è suddiviso in 3 periodi: Triassico, Giurassico e Cretacico.
-      Triassico (251-199 milioni di anni fa) Si formano i primi dinosauri quali saurischi e ornitischi, nei mari compaioni i primi rettili marini quali gli ittiosauri. Compaiono gli esacoralli, simili ai coralli attuali. Verso la fine del Triassico, circa 213-208 milioni di anni fa, una nuova crisi biologica probabilmente correlata con variazioni climatiche a seguito della progressiva frammentazione del supercontinente Pangea e dell'aumento dell'attività vulcanica a scala globale, portò all'estinzione di moltissime specie viventi, di antichi rettili e anfibi, nonché di dinosauri: solo i più forti riuscirono a sopravvivere, quelli che meglio si adattarono all'ambiente e al clima. La flora è ancora di tipo primitivo: sono presenti esclusivamente Pteridofite, Licofite, Conifere, Felci arboree, alcune varietà di Ginkgo. Non bisogna dimenticare che, secondo i fossili rinvenuti in varie località, il clima di quest'epoca era molto arido e desertico.
-      Giurassico (199-145 milioni di anni fa) Sulla terra, dominavano grandi rettili arcosauri. Il Giurassico fu il periodo d'oro per i sauropodi —Camarasaurus, Apatosaurus, Barosaurus, Diplodocus, Brachiosaurus, e molti altri — che vagavano per le terre nell'ultima parte di questo periodo; i loro ambienti preferiti erano sia le praterie di felci, simili alle palme, di cicadi e Bennettitales, o le più alte conifere cresciute, secondo i loro adattamenti. Erano predati da grandi teropodi (ceratosauri, megalosauri, torvosauri e allosauri). Tutti questi appartengono ai dinosauri saurischi. Durante il Tardo Giurassico, i primi uccelli evolsero da piccoli dinosauri celurosauri dando origine agli Pterosauri. Durante il Giurassico, le 'più alte' forme di vita viventi nel mare erano pesci e rettili marini. Questi ultimi includevano ittiosauri, plesiosauri e coccodrilli marini.
Durante il periodo Giurassico, specialmente alle alte latitudini; il clima umido e molto caldo permise alla giungla di coprire gran parte del paesaggio. Le Conifere dominavano la flora, come nel Triassico; erano il gruppo più diversificato e rappresentavano la maggior parte dei grandi alberi.
-      Cretacico(145-65 milioni di anni fa) I caratteri paleontologici del Cretacico sono molto importanti, primi fra tutti i vertebrati raggiunsero una posizione di predominio mai vista, specialmente sulle terre emerse; i rettili raggiunsero il loro apogeo, realizzando forme tra le più gigantesche che mai siano vissute sulla faccia della Terra e raggiungendo il massimo grado di specializzazione (Tyrannosaurus, Ceratopsidae, Pteranodon, ecc.). Alla fine del periodo si ebbero estinzioni massicce e soltanto un numero esiguo di famiglie, i cui rappresentanti nacquero durante il Cretaceo, sopravvissero fino ai nostri giorni. Sempre da rettili, in questo periodo si diffusero gli uccelli (ancora dentati), originatisi dai dinosauri durante il precedente Giurassico, i cheloni da una linea antica di rettili anapsidi, e i primi anfibi urodeli. Esclusivi del Cretaceo sono i mosasauri, peculiari rettili acquatici.
I mammiferi erano limitati a forme piccole incluse fra i marsupiali, i multitubercolati ed altri gruppi estinti. Compaiono i primi mammiferi placentati, antenati degli attuali insettivori, ed i creodonti, entrambi apparsi nel Cretaceo superiore.
Le piante terrestri del Cretaceo sono ben conosciute soltanto nelle regioni dove si hanno successioni continentali, ricche di angiosperme dicotiledoni. la flora cretacica è pertanto abbastanza simile a quella attuale, essendovi rappresentate molte delle classi del regno vegetale.

CENOZOICO (dal greco antico, kainos che significa recente e zoe che significa vita)
Inizia 65 milioni di anni fa ed è tuttora in corso.
Le masse continentali continuarono il loro processo di frammentazione avviatosi già nel Mesozoico e i vari continenti finirono col portarsi, alla fine dell'Era, all'incirca nella posizione attuale; si sollevarono importanti catene montuose e si ampliò l'Oceano Atlantico.
In seguito alla collisione dell'Arabia con l'Eurasia, che chiuse l'oceano della Tetide, il Mar Mediterraneo divenne un mare chiuso all'incirca 35 milioni di anni fa e si prosciugò durante il Messiniano (Miocene superiore), per essere di nuovo invaso dalle acque atlantiche all'inizio del Pliocene. L'Australia, che si era staccata dal Gondwana durante il Cretaceo, si spostò verso Nord avvicinandosi all' Asia sudorientale, mentre l'Antartico migrò verso sud fino a posizionarsi nell'attuale regione del Polo Sud. L'India entrò in collisione con l'Asia tra 55 e 45 milioni di anni fa, e il Sud America si collegò al Nord America attraverso l'istmo di Panama.
Nel CENOZOICO abbiamo tre Periodi: il Paleogene, il Neogene e il Quaternario.
-      Paleogene (65-23 milioni di anni fa) che si suddivide a sua volta in Paleocene, Eocene e Oligocene. All'inizio del Paleogene le temperature erano relativamente elevate e raggiunsero il loro massimo durante il breve periodo denominato Massimo termico Paleocene-Eocene, per poi cominciare a scendere rapidamente. Gli ecosistemi oceanici erano per lo più popolati da quegli animali, piante e organismi unicellulari che erano sopravvissuti alla grande estinzione di massa del Cretacico-Terziario e che poterono espandersi durante il Cenozoico. A beneficiarne furono foraminiferi bentonici, ricci di mare, briozoi Cheilostomata, gasteropodi, bivalvi, teleostei e soprattutto la barriera corallina, favorita dal clima più caldo in particolare nell'Eocene.
Il nanoplancton ebbe un notevole recupero nell' Eocene, mentre le diatomee e i dinoflagellati poco influenzati dalla crisi, costituivano la componente più importante delle acque profonde. Nelle coste sabbiose si svilupparono nuovi tipi di ricci, gasteropodi e bivalvi capaci di scavare e ancorarsi ai sedimenti per resistere alla forza delle onde.
Tra le molte nuove specie apparse in questo periodo sono da segnalare le balene, che si svilupparono da mammiferi carnivori terrestri e conseguirono rapidamente un notevole successo tra i grandi predatori oceanici. Altre specie invece si mantennero ai margini oceanici come i pinguini, derivati da uccelli natatori dell'Eocene. È possibile che abbiano fatto la loro prima comparsa anche i pinnipedi come la foca, il tricheco o il leone di mare, anche se non ci sono fossili prima del Neogene.
I mammiferi ereditarono il mondo dai dinosauri dando luogo a una importante radiazione adattativa che non era stata possibile nell'era precedente, data la supremazia dei grandi rettili. All'inizio del Paleocene i mammiferi erano creature piuttosto piccole, simili a un odierno roditore e le loro dimensioni non superavano quelle di un cane. Tra le specie che erano sopravvissute all'estinzione di massa del Cretacico-Terziario ci furono i multituberculata, i marsupiali, ungulati primitivi simili a un procione e una serie di mammiferi insettivori. Comparvero presto i primati, gli antenati dei moderni carnivori, i primi esemplari di cavallo, le cui dimensioni erano allora simili ad un cane, e mammiferi erbivori della taglia di un odierno bovino.
Il numero delle varietà di mammiferi si raddoppiò, avvicinandosi a 100, in linea con il livello attuale. Cominciarono ad apparire le moderne specie di erbivori.
I proboscidati fecero la loro comparsa nell'Eocene inferiore. Il Moeritherium, primo fossile conosciuto, era un animale alto tre metri, con zanne appena accennate e corta proboscide. I roditori, originatesi nel Paleocene, continuarono la loro diversificazione evolutiva; ne fecero le spese i multituberculata arcaici, che condividevano la stessa alimentazione e si estinsero nell'Oligocene. I primi mammiferi predatori che si nutrivano di mammiferi erbivori fecero la loro comparsa nel Paleocene, come i mesonichidi, parenti della iena. All'inizio del Paleocene proliferarono uccelli giganti come il Gastornis, vissuto tra il tardo Paleocene e l'Eocene in Europa e Nord America. Incapace di volare a causa delle ali atrofizzate, aveva l'aspetto di una enorme gallina alta fino a due metri. Si trattava di un predatore, dotato di becco possente e affilato, in grado di spezzare le ossa delle sue prede e strapparne le carni. Le zampe terminavano con artigli in grado di bloccare la preda. Accanto ai grandi esemplari si svilupparono anche i volatili che vivevano negli ambienti costieri, come il pellicano e la maggior parte delle specie attuali come il piccione, l'anitra, l'airone, il falco, la civetta e il picchio. I rettili e gli anfibi non erano molto frequenti. Si svilupparono le prime Ranidae, che diedero origine alle attuali rane, anche se la scarsa presenza di fossili non permette una ricostruzione molto accurata del loro processo di diversificazione.
Non vi furono drastici cambiamenti nella flora in seguito alla transizione nel Paleogene. Le angiosperme continuarono la loro evoluzione fino a raggiungere un livello simile all'attuale nell'Oligocene. Nelle aree montane delle zone subtropicali si svilupparono i boschi di caducifoglie. Apparvero le prime rose e le prime erbe.
-      Neogene (23-2,5 milioni di anni fa) che si suddivide a sua volta in Miocene e Pliocene.
Il Neogene fu in generale un periodo di progressivo raffreddamento dalle temperature rispetto al precedente Paleogene, fino ad arrivare alla glaciazione dei Poli e della Groenlandia. Negli oceani apparvero le prime alghe coralline a fianco della barriera corallina, accanto alla radiazione adattativa di balene, delfini e del capodoglio. Le Globigerinoides, fortemente decimate nell'estinzione dell'Eocene, si espansero nuovamente nel Miocene tanto da costituire un fossile guida per i fondali marini.
Nel Neogene si ebbe pure l'espansione delle diatomee di acqua dolce del tipo Pennales originatesi nel Paleogene. In totale se ne svilupparono nel Miocene circa duemila specie, raggiungendo una posizione ecologica simile a quella attuale. I cambiamenti climatici esercitarono una profonda influenza sulla fauna terrestre, sia di grandi che di piccole dimensioni. Il Neogene in effetti potrebbe anche essere chiamato Età delle Rane, o dei Topi e Ratti, o dei Serpenti o dei Passeriformi, data la grande radiazione adattativa di queste quattro gruppi. Le rane e i rospi sfruttarono la loro lunga lingua per catturare gli insetti; a sua volta la proliferazione delle rane e dei roditori favorì lo sviluppo dei serpenti, tra i pochi predatori capaci di inseguirli negli stretti cunicoli delle loro tane. All'inizio del Neogene i serpenti erano rappresentati da pochi membri del primitivo gruppo del Boa constrictor. L'espansione dei passeriformi fu legata sia alla loro capacità di catturarre gli insetti, che alla proliferazione delle graminacee. Nel Sud America i principali predatori erano i cosiddetti uccelli del terrore, una famiglia ora estinta di uccelli non volatori di grandi dimensioni; simili agli struzzi, ma di maggior taglia, erano carnivori. I gruppi dei grandi animali svilupparono le loro attuali caratteristiche in questo periodo. La famiglia del rinoceronte e del cavallo diminuì un po', in linea con gli altri perissodattili, mentre i cervidi e i bovidi si diversificarono durante il Miocene. La famiglia dell'elefante registrò dapprima una forte espansione tra il Miocene e il Pliocene, per poi declinare, tanto che oggi ne esistono solo due specie. Il Mammut fece la sua comparsa tra il Pliocene e il Pleistocene. I mammiferi carnivori, che comprendono il cane e il gatto comparsi già nel Paleogene, acquisiscono caratteri moderni. Fanno la loro comparsa la iena e l'orso e i grandi carnivori come il leone, favoriti dalla proliferazione dei nuovi erbivori come le antilopi che avevano trovato terreno fertile nelle grandi distese di savane e praterie. Per quanto riguarda i primati, le scimmie erano presenti con il gruppo più antico già dall'Oligocene in Africa e in Eurasia; prima della fine dell'Oligocene se ne sviluppò un gruppo separato in Sud America. Entrambi questi gruppi svilupparono una radiazione adattativa nel Neogene. Tra i primati africani si trovavano gli Hominoidea, del tipo Dryopithecus e Proconsul, a cui si aggiunsero i cercopitecidi come il macaco e il babbuino. Si ritiene che la separazione tra Hominini e scimpanzé sia avvenuta circa sette milioni di anni fa, alla fine del Miocene. Tra i primi hominini conosciuti ci sono il Sahelanthropus tchadensis (da 6 a 7 milioni di anni fa) e l' Orrorin tugenensis (circa 6 milioni di anni fa) nel Miocene e l' Ardipithecus (tra 5,8 e 4,1 Ma) all'inizio del Pliocene. Gli Australopithecus fecero la loro comparsa circa 4 Ma nel Pliocene. Erano già in grado di utilizzare un'andatura bipede, e le loro dimensioni e la capacità cerebrale erano simili a quelle delle grandi scimmie attuali. La specie più antica del genere Homo, l' Homo habilis comparve più tardi, all'inizio del Pleistocene.
I cambiamenti climatici favorirono lo sviluppo evolutivo e geografico delle angiosperme, mentre la grande abbondanza di piante erbacee di questo periodo permetterebbe anche di indicarlo come l'Età delle Erbe.
Il progressivo raffreddamento del clima e una stagionalità più secca, causarono la regressione delle abbondanti foreste e favorirono la crescita delle piante erbacee che preferiscono habitat più aperti e sono meglio in grado di resistere alla scarsità di precipitazioni.
-      Quaternario (2,5 milioni di anni fa ad oggi) che si suddivide a sua volta in Pleistocene e Olocene. Quest'era ha attraversato almeno sette fasi glaciali di cui quattro principali:
1.        Pre-Pastonian
2.        Donau I
3.        Donau II
4.        Günz
5.        Mindel
6.        Riss
7.        Würm (la più recente, avvenuta circa 11.000 anni fa)
I severi cambiamenti climatici durante i cicli di glaciazioni ebbero importanti conseguenze anche sulla flora e la fauna. Ad ogni avanzata dei ghiacci, grandi estensioni continentali si spopolavano completamente e le piante e gli animali si ritiravano verso sud mano a mano che il fronte ghiacciato progrediva. Furono situazioni di forte stress assommate alla riduzione di spazio vitale e alla scarsità delle fonti di alimentazione. I fossili mostrano tuttavia una flora non molto dissimile dalle forme attuali. La fauna fu fortemente influenzata dai cicli delle glaciazioni, molto più della flora. Verso la fine del Pleistocene si produsse un grande evento di estinzione dei grandi mammiferi: in tutti i continenti scomparvero gli animali dal peso superiore ad una tonnellata, ad eccezione dell'Africa e dell'Asia meridionale (che però conobbero comunque una drastica riduzione della biodiversità e la perdita della maggior parte dei generi di proboscidati, ippopotami e rinoceronti, oltre a moltissimi super predatori). Tra le specie scomparse sono da annoverare i mammut, i mastodonti e in generale la maggioranza dei proboscidati, l' orso delle caverne, il megaterio, il gliptodonte, lo Smilodon e il megacero. Anche l'Uomo di Neanderthal, assieme a tutti gli ominidi eccetto l'uomo sapiens (e forse l'uomo di flores) scomparve in questo periodo. Le estinzioni sono continuate anche nell'Olocene e per la prima volta alcune di esse possono essere attribuite anche (o soprattutto) all'intervento dell'Uomo, procedendo cronologicamente in maniera simile all'espansione del genere Homo (primo ciclo di estinzioni tra 1,7 milioni e 900.000 anni fa) o alla specie sapiens (dai 120.000 agli 11.000 anni fa, successivamente nelle isole come Madagascar e Nuova Zelanda). L'evento di estinzione dell'Olocene viene definito come la sesta estinzione di massa.
Il Quaternario è soprattutto caratterizzato dalla grande evoluzione del genere Homo che ha portato all' Homo sapiens, la specie a cui apparteniamo noi.
Gli ultimi Australopitechi (attivi nell'intervallo di tempo da 4 a 1,1 milioni di anni fa) vivevano durante la prima metà del Pleistocene. Avevano già un'andatura bipede anche se il loro cervello aveva le dimensioni di quello delle grandi scimmie odierne. Il genere Homo fece la sua comparsa nel Pleistocene, sviluppandosi presto attraverso una serie di adattamenti sempre più evoluti che comprendono l' Homo habilis, l' Homo erectus, linee collaterali come l' Homo neanderthalensis, fino alla comparsa in Africa dell' Homo sapiens, la specie che ha rimpiazzato tutte le altre. Attraverso successive migrazioni, rese possibili anche dal basso livello dei mari che permise di raggiungere via terra tutti i continenti (ad esclusione dell'Antartide).


Spero di aver dato un quadro completo dell’evoluzione del nostro pianeta, in modo da dare una spiegazione vasta e completa, anche se non approfondita.


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