sabato 1 settembre 2012

DINASTIA SAVOIA: CARLO I



 (n. 1468 - m. 1490) - Duca 1482 - 1490

Carlo I, era fratello minore dello sfortunato Filiberto I, alla sua morte, ebbe la successione del ducato di Savoia. Era nato in Carignano, il 25 maggio 1468, quindi aveva solo quattordici anni. Ma affermano i cronisti che a quell'età egli conosceva già le principali lingue, oltre al greco e al latino, e che era bello nella persona, fiero e gentile nei modi.
Luigi XI re di Francia, suo zio materno, l'aveva fatto educare con cura dal conte di Dunois, a Chateau-Renaud, in Francia. Durante il tempo della sua minorità, il nuovo duca di Savoia rimase di continuo presso quel re, il quale, per impedire che gli zii paterni di lui aspirassero alla reggenza, o comunque turbassero il Ducato, si dichiarò suo tutore, riconfermando il vescovo di Ginevra nella carica di governatore generale degli Stati di Savoia e respingendo le pretese di Filippo, conte di Bressa, che voleva riavere per sè il Piemonte.
Carlo stesso si oppose con energia all'ambizione di questo suo zio avido di potere, il quale non riuscì ad ottenere nulla, e, minacciato da Luigi XI, si rassegnò a ritirarsi prima nei suoi possedimenti particolari e poi a rifugiarsi in Germania.
Nell'agosto del 1483, Luigi XI morì, e nel novembre di quello stesso anno Carlo I entrò solennemente in Torino per assumere il governo dei suoi Stati. Gli storici della sua Casa sono concordi nell'affermare che fin dal primo giorno egli seppe dar prova di una fermezza d'animo e d'una risolutezza tali da sorprendere in un principe tanto giovane (aveva 15 anni)
Si scelse per consigliere il maresciallo di Miolans, nominò cancelliere Antonio da Campione, e sposò Bianca di Monferrato , figlia del marchese Guglielmo VIII.

Lo Stato era in tristissime condizioni. Avveniva spesso che i baroni, i quali opprimevano e tartassavano i loro vassalli, si ribellassero al sovrano, tanto si erano abituati all'indisciplina, in seguito ai disordini provocati nel paese dagli irrequieti fratelli di Amedeo IX. Carlo I seppe mutare quello stato di cose, reprimendo con energia e con spirito di giustizia gli abusi e le ribellioni. Il suo primo gesto d'inflessibile autorità, lo fece contro il maresciallo Claudio di Savoia, signore di Racconigi, che volle resistergli e che venne privato di tutti i suoi titoli e di tutti i suoi beni.
Ebbe poi un grave dissidio col papa Sisto IV, a cagione del vescovado di Ginevra, e la soluzione della questione fu tale ch'egli potè dirsene soddisfatto come di una vittoria.
Nel 1485, in Roma, presente il nuovo pontefice Innocenzo VIII e parecchi cardinali, ricevette da Carlotta, vedova di suo zio Lodovico di Savoia ed erede di Giovanni III, ultimo sovrano di Cipro, di Gerusalemme e d'Armenia, il titolo di re di quei luoghi, che i suoi successori si trasmisero fino a inoltrato Ottocento.

Venuto a guerra nel 1487 col marchese di Saluzzo Lodovico II, incitato contro di lui dalla moglie (sorella maggiore di Bianca di Monferrato) e da Claudio di Savoia, gli prese Carmagnola e poi la città stessa di Saluzzo, che si arrese dopo alcuni mesi di vigoroso assedio. Lodovico II fu allora costretto a rendere omaggio a colui che soleva chiamare il Duca fanciullo, e riebbe le sue città soltanto quando Carlo VIII re di Francia, successore di Luigi XI, intervenne in suo favore.
Il contegno di Carlo I di Savoia di fronte al potente monarca francese fu tale, in quella circostanza, da destare in quest'ultimo dei sentimenti di simpatia e d'ammirazione. Infatti, in un solenne convegno ch'ebbe luogo a Tours per decidere se il marchese di Saluzzo fosse vassallo del re di Francia o del duca di Savoia, il giovane Carlo I seppe sostenere con coraggiosa fermezza e con leali parole i propri diritti, e ottenne che questi fossero riconosciuti. La questione di Saluzzo, tuttavia, si rinnovò poco dopo e si prolungò, ma rimase insoluta.
Ritornato in Savoia e recatosi poi a Torino, Carlo I, al quale, durante l'assenza, la moglie Bianca di Monferrato aveva dato alla luce un figlio, fu preso da una malattia « di languore », come si diceva allora, contro la quale nessuna cura fu efficace, e ne morì a Pinerolo appena ventiduenne, il 13 marzo 1490. Due gentiluomini che l' avevano accompagnato in Francia erano morti, pochi giorni prima, dello stesso male inesplicabile ed inguaribile. Quantunque non si potesse avere alcuna prova positiva, si parlò di un lento veleno fatto propinare dal marchese di Saluzzo al suo fiero avversario, durante un gran convito, a Tours. Certo sembrò singolare e sospetto il vedere, appena morto, il duca di Savoia, rioccupare senza contrasti nel Saluzzese le città che aveva perdute e che erano rimaste affidate temporaneamente al re di Francia.
Si può affermare che Carlo I, chiamato il Guerriero dai contemporanei per le sue imprese guerresche (le quali se non furono numerose nè molto importanti, furono però condotte con straordinario vigore ed ammirabile ardire) abbia dato prova, durante il suo breve regno, di una ardente ed ostinata volontà di liberare gli Stati della sua Casa da qualsiasi soggezione ed anche da qualsiasi ingerenza straniera. Ciò fu dimostrato dalla sua condotta energica e fiera verso Carlo VIII di Francia, e certo in quel senso egli avrebbe fatto di più, se la sua vita fosse stata più lunga.
La Corte di questo principe cavalleresco fu rinomata in Europa come «scuola d'onore e di virtù ». Vi si distinse, da giovane, il famoso cavaliere Baiardo, che poi doveva tanto mostrarsi in Francia.
Da Bianca di Monferrato, Carlo I ebbe, come s'è già detto, un figlio, che si chiamò Carlo Giovanni Amedeo ( Carlo II ) e che gli successe infante sotto la reggenza della madre (ma morì poi a sette anni), ed una figlia ch'ebbe nome Jolanda Lodovica ma che morì anch'essa giovinetta.


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