mercoledì 11 gennaio 2012

SIMO HAYHA, CECCHINO LEGGENDARIO

Le storie sui cecchini a volte abbondano di fantasia: tiri da chilometri di distanza, colpi da posizioni impossibili, azioni ai limiti delle possibilità umane e della fisica.
Ma l'abilità di un tiratore scelto non è solamente quella di colpire a grandi distanze, il bagaglio di abilità che un cecchino deve possedere spazia dal mimetismo al sangue freddo, dalla capacità di adattamento all'ambiente al saper prendere decisioni estreme.

I cecchini possono tenere in scacco un'intero battaglione. Se vi è capitato di vedere film come Il Nemico alle Porte, vorrei rassicurarvi sul fatto che di cecchini (romanzati) di quella portata non ne nascono tutti i giorni, ma un tiratore scelto che sa fare il suo mestiere è comunque una spina nel fianco anche per i soldati meglio addestrati.



Il cecchino di cui voglio parlarvi è "insolito". Insolito perchè non ha ricevuto la notorietà che gli spetta come è avvenuto invece per altri, vedi Hathcock "White Feather" o Vasily Zaytsev. Insolito perchè il suo mestiere inizialmente non era quello di soldato di professione, ma agricoltore ed allevatore. Insolito, infine, per il numero di vittime che ha mietuto nell'esercito sovietico, 705 confermate (se contiamo anche i non confermati, il numero sicuramente supererebbe le 800 unità).
Se già il numero 705 è altissimo, rappresenta il record assoluto nella storia dei tiratori scelti di qualunque guerra in cui siano state utilizzate armi da fuoco.

Il nome di questo cecchino è Simo Häyhä, nato nel 1905 morto nel 2002 alla veneranda età di 97 anni. Fu un contadino di Rautjärvi che, al momento dell' inizio della "Guerra d'Inverno" tra Finlandia e Unione Sovietica decise di compiere il suo dovere sul campo di battaglia.
Dopo essersi arruolato nel 1925 nella Guardia Civile, iniziò nel Novembre del 1939 una sua personale battaglia contro l'esercito sovietico, tanto da meritarsi nel giro di poco tempo l'appellativo "La Morte Bianca" ("Belaya Smert").



Arruolato nel reggimento Jaeger 34, Häyhä viaggiava da solo, standosene appollaiato nella neve e sopportando per ore ed ore temperature che andavano dai -20 ai -40°C.
Come ogni cecchino che si rispetti, aveva un bagaglio di "trucchi" che utilizzava per mantenersi in vita. Questa serie di accorgimenti tuttavia sono insoliti anche per molti cecchini, e non fanno altro che accrescerne la fama:

Simo Häyhä non ha mai utilizzato un mirino telescopico. Per prendere la mira, utilizzava la semplice tacca di mira del suo fucile. Aveva il timore che il riflesso provocato da un mirino telescopico avrebbe contribuito a svelare la sua posizione; oltre al fatto che un mirino telescopico forza il tiratore a sollevare la testa per poter avere un quadro d'insieme della situazione, rendendolo un bersaglio più facile. Questo rende la sua impresa ancora più notevole, considerando soprattutto che la maggior parte dei suoi tiri avveniva da una distanza pari o superiore ai 400 metri.
    Utilizzava un fucile Mosin-Nagant, un fucile "duro" di produzione russa in uso fin dalla prima guerra mondiale, e che rese celebri cecchini come Vasily Zaytsev.
    Häyhä vestiva sempre di bianco, per nascondere la sua presenza nella neve
    Contrariamente a molti cecchini finlandesi, Simo Häyhä se ne stava nascosto nella neve gelata invece di rimanere appollaiato sugli alberi (per questo motivo i cecchini finlandesi venivano chiamati "cucù" dai russi).
    Usava mettere in bocca della neve per poter nascondere la condensa generata dal suo respiro a temperature così rigide.
    Compattava la neve di fronte a lui, soprattutto quella che utilizzava come punto d'appoggio per il suo fucile. Al momento dello sparo, nessuno sbuffo di neve si sarebbe sollevato, mantenendolo al coperto ed impossibile da individuare.
    Non portava quasi nulla nelle sue missioni giornaliere: proiettili, razione di cibo per un solo giorno ed il suo fucile, niente di più. In questo modo poteva muoversi velocemente e non aveva carichi inutili che avrebbero potuto rendere più individuabile la sua posizione.

Se inizialmente i Russi sottovalutarono le morti provocate da Simo, considerandole come normali visto che ci si trovava nel bel mezzo di un conflitto, dopo che giunsero rapporti di dozzine di uomini dispersi o uccisi si iniziò a creare la leggenda de "La Morte Bianca".

Inizialmente l' Unione Sovietica inviò uno contro-sniper per stanare Simo:i contro-cecchini sono addestrati allo scopo di stanare ed individuare altri cecchini. Nulla di fatto, lo sniper venne ritrovato morto.
Decisero allora di inviare un'intera squadra di cecchini, che avrebbero di certo scovato ed ucciso "La Morte Bianca". La sorte di questi cecchini a tutt'oggi non è del tutto certa, si sa solo che vennero dati per dispersi quando non fecero più ritorno.


A quel punto venne mandato un intero battaglione, che avrebbe sicuramente fatto a pezzi Simo. Risultato? Indovinate...il battaglione non riuscì a scovarlo, e subì numerose perdite.
Disperati, i russi decisero allora di passare alle maniere forti, e di tempestare la zona con l'artiglieria. Se non potevano capire da dove sparasse, avrebbero raso al suolo l'intera area.
L'artiglieria azzeccò la sua posizione, e Simo venne tempestato da frammenti di metallo che rischiarono di ucciderlo. Ma quest'uomo era peggio di Chuck Norris, e rimase in vita senza subire alcun danno.

Fu solo il 6 Marzo 1940, circa 100 giorni dopo linizio della sua personale guerra contro l' Unione Sovietica che Simo Häyhä venne colpito alla mascella da un prioiettile esplosivo sparato dalla fanteria russa, che (per fortuna o per bravura non è dato sapere) riuscì a scovarlo ed a centrarlo da distanza ravvicinata.


Dato quasi per morto visto il coma in cui piombò subito dopo il colpo, Simo riemerse dall'abisso 11 giorni dopo, il giorno in cui venne stabilita la fine della guerra tra Finlandia e Russia.



Bilancio delle attività sovietiche in Finlandia? Grazie a persone come Simo Häyhä, l'esercito sovietico perse circa metà dei suoi uomini, 40 volte più delle perdite findlandesi.
Ad Häyhä vennero consegnate 5 medaglie al valore, ed il suo numero di uccisioni rappresenta il record assoluto per qualunque cecchino sia mai esistito nel corso della storia.
E questo dovrebbe ricordarci che forse, da qualche parte nel mondo, esistono tiratori scelti che non balzeranno mai agli onori della cronaca, non verranno mai celebrati per le loro imprese, ma che come Simo Häyhä hanno contribuito a ribaltare le sorti di diversi conflitti, armati di un fucile e di sangue freddo.


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1 commenti:

Anonimo ha detto...

È da quando ho 12 anni che seguo le storie sugli sniper, ma non avevo mai sentito parlare di Simo Hayha.
Molto interessante.